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Esiste oggi una tecnologia che fa del bene all’arte tutelando acquirenti e venditori e trasformando il processo di cessione di un bene di alto valore economico da uno estremamente rischioso in uno a rischio zero. Parliamo della tecnologia Blockchain, un termine che in italiano significa letteralmente “catena a blocchi”, potrebbe rivelarsi come la soluzione migliore per contrastare la falsificazione di opere d’arte e consentire una verifica in tempo reale della loro autenticità. Ma come è possibile? Un attento tracciamento prevede l’annotazione nel registro indelebile della Blockchain di ogni singolo evento che appartiene al ciclo di vita di un’opera d’arte come, per esempio una valutazione o una vendita, esposizioni e mostre, rendendoli visibili i cambiamenti nello stato agli operatori del settore nel tracciare questi eventi anche a distanza di anni.

All’interno del data base distribuito Blockchain si possono registrare molte tipologie di informazioni utili sotto forma di record indelebili, immutabili e tacciabili, che possono essere condivisi e non sono modificabili, a meno di non invalidare l’intera struttura Blockchain. Nel caso di opere d’arte la tecnologia blockchain consente di dotare un’opera di un frammento di codice univoco in cui sono registrate le informazioni relative all’autore, data di creazione, descrizione dell’opera e informazioni relative ai materiali, dati relativi alle licenze di uso, rendendo in tal modo quanto meno ardua la contraffazione dell’opera proteggendo i player coinvolti nelle trattative e i proprietari da perdita di valore economico della stessa.

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L’integrità delle informazioni annotati nei blocchi è garantita dalla codifica crittografica. Si percepisce subito l’importanza di avere a disposizione un registro in cui le opere d’arte sono catalogate digitalmente, e le informazioni presenti nel registro sono verificabili, trasparenti, immutabili e decentralizzati, a disposizione degli operatori dell’arte in qualsiasi momento. Infatti, la tecnologia Blockchain rappresenta un’alternativa in termini di sicurezza, affidabilità e costi alle metodologie centralizzate come istituti bancari, assicurazioni ed enti della pubblica amministrazione.

Fino ad oggi tutelare

e tutelarsi in una compravendita di un’opra d’arte risultava alquanto difficile, se la trattativa avveniva tramite parti private. Solo rivolgendosi ad una Galleria d’arte o ad una Casa d’Aste l’acquisto di opere d’arte oppure di oggetti da collezione poteva essere considerato un investimento a basso rischio in termini di tutele da falsi o contraffazioni, che purtroppo non sono rare nel mondo dell’arte. La tecnologia Blockchain non è utile solo per le opere che hanno una lunga storia dietro, ma anche per le nuove opere d’arte immesse sul mercato.

Breve storia della Blockchain

La prima traccia di una rete Blockchain nasce nel novembre 2008 quando Satoshi Nakamoto (pseudonimo dall’identità non ben definita dell’autore della valuta digitale bitcoin) pubblica una sorta di “white paper” un manifesto sui “bitcoin” come innovativa soluzione peer-to-peer per i pagamenti online. Nel documento originale le parole block e chain venivano utilizzate separatamente per definire il registro che avrebbe avuto lo scopo di registrare appunto tutte le transazioni della nascente valuta digitale.

Arte e Blockchain, un binomio vincente!

Ancora oggi una grande percentuale delle transazioni che avvengono nel mondo dell’arte vengono operate mediante lo scambio di documentazione cartacea. È semplice capire perché la tecnologia Blockchain sia fondamentale per accrescere sia la fiducia dei collezionisti che la tutela nel caso di compravendita. È proprio per questo che la Blockchain ha tutte le probabilità per diventare uno strumento rivoluzionario a supporto del mondo dell’arte nei suoi principali utilizzi, elencati di sguito.

Tokenizzazione

Tokenizzazione ovvero la divisione in più quote di un’opera d’arte unica, operazione nota anche come cartolarizzazione. La tokenizzazione di un’opera d’arte permette di poter vendere una o più quote o token di proprietà, trasformando l’acquisto dell’opera stessa in partecipazione collettiva. Abbiamo trattato questo argomento nell’articolo “Acquisti collettivi di opere d’arte” con riferimento a un’opera scultorea firmata da Jago – “Habemus Nominem”.

Arte Digitale

Negli ultimi decenni, lo sviluppo delle tecnologie digitali ha permesso la nascita dell’arte digitale ovvero arte virtuale creata da un computer, che può essere quindi riprodotta su supporti digitali. Attraverso la crittografia l’arte digitale può essere tutelata, certificata e la sua distribuzione può essere controllata grazie alla tecnologia blockchain, senza la quale un vero controllo sarebbe impossibile. Anche in questo caso vengono tutelati non solo coloro che producono l’arte digitale, garantendo i diritti d’autore, ma anche coloro che l’acquistano rendendo sicuri gli investimenti in collezioni di arte digitale.

Art Business Solutions

L’attività di due diligence ovvero l’attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative ad un’opera d’arte oggetto di una trattativa può essere difficile senza strumenti adatti. L’investigazione comprende dati come autentiche, valutazioni e vendite, tracciamento dello storico e provenance – inutile dire che tutte queste creano un sistema di valori prezioso per tutti i player coinvolti: dai proprietari alle attività che hanno lo scopo di immettere le opere sul mercato (case d’aste, gallerie e musei) e fino a coloro che intendono fare un investimento.  La tecnologia blockchain dà una mano anche qui facendo possibile la creazione di un autentico “passaporto” per le opere d’arte includendo nel documento preziose informazioni sulle vendite passate, autentiche e infine sulle esposizioni. Il valore non è solo quello della creazione della fiducia sul mercato, ma sicuramente anche nel contrasto ai falsi e alle truffe, assicurando anche la validità dei dati nel tempo.

Coperture assicurative

Un campo quello dell’assicurazione delle opere d’arte in cui l’applicabilità della tecnologia blockchain è ampia: prevede di mettere in relazione musei e gallerie d’arte con istituti assicurativi, potendo prevedere contratti e clausole assicurative già impostati per opere la cui verifica di autenticità è già avvenuta.

Tutela dei dati personali

GDPR, ovvero il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, rappresenta un’altro campo di applicabilità della blockchain. Infatti, il sistema garantisce l’anonimato e non prevede ne all’acquirente e ne al venditore di rivelare la propria identità in una transazione. Tuttavia garantire l’anonimato attraverso usi di pseudonimi in transazioni che interessano le opere d’arte ha dei punti deboli tra cui c’è uno in particolare: nascondere compravendite illegali o al limite della legalità. Il sistema si muove nella direzione di ridurre i rischi nelle transazioni con monete digitali e criptovalute.

In conclusione

Sarà la blockchain nel prossimo futuro a risolvere problematiche di autenticità e di continuità creando nel mondo dell’arte una visione condivisa della realtà dei fatti disponibile a tutti gli interessati. La blockchain ha quindi la probabilità di diventare il mezzo più affidabile su cui fondare le basi della fiducia dei collezionisti. La catena di valore che viene costruita sarà a disposizione di tutti: musei, gallerie, case d’asta, operatori del mercato dell’arte. C’è bisogno di formare operatori altamente specializzati in grado di assicurare la correttezza dei dati contenuti nei blocchi crittografici garantendo e certificando quindi l’autenticità e la completa tracciabilità delle opere d’arte. È forse questo il maggiore rischio di una tecnologia all’avanguardia e di cui il mercato dell’arte in particolare dovrà difendersi: creare più problematiche in un campo per quanto prezioso pertanto fragile, non sempre in grado di offrire garanzie e assicurare trasparenza nelle trattative e nelle transazioni.

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