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Dopo la sentenza di tre anni di prigione per Patrick Zaki, l’artista romana Laika rinnova il suo sostegno nei confronti dell’attivista egiziano con un nuovo lavoro artistico dal significativo titolo “Ennesima ingiustizia”

Ritorna a manifestarsi l’artista urbana romana Laika, nota per il suo impegno sociale, che ha nuovamente espresso la solidarietà nei confronti dell’attivista egiziano Patrick Zaki, 32enne, condannato a tre anni di prigione dal tribunale di Mansura. Nella notte tra il 18 e il 19 luglio, nella Capitale, precisamente in via Salaria, di fronte all’ambasciata d’Egitto a Roma, Laika ha affisso una sua nuova opera sullo stesso muro dove affisse per la prima volta il celebre “Abbraccio” fra Zaki e Regeni, divenuto poi simbolo in tutto il mondo della lotta e del sostegno a Zaki. Intitolato “Ennesima ingiustizia”, questo poster mostra Zaki con indosso l’uniforme del carcere, mentre tiene in mano un pennello e un secchio di vernice gialla. La scritta “Basta!” alle sue spalle fa presumere che sia stato Zaki stesso a scrivere quel grido di protesta.

Nella precedente opera, Zaki e Regeni si incoraggiavano a vicenda, pronunciando frasi di sostegno come ‘Ci siamo quasi’ e ‘Stringimi ancora’. In questa nuova realizzazione, l’attivista è invece da solo, simboleggiando forse la sua lotta solitaria per la giustizia e la sua determinazione a continuare nonostante le avversità.

“Questa sentenza è arrivata all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, e ha sconvolto tutti – ha dichiarato Laika – Sembra di essere tornati a quel maledetto 7 febbraio 2020. Patrick si era appena laureato e sognava di tornare in Italia, invece il governo del suo paese ha deciso di punirlo ancora una volta. Un paese con cui noi continuiamo a fare affari e che ha tolto la vita a Giulio Regeni, tanto per ricordare. Non bisogna abbassare la guardia: sappiamo quali sono le condizioni delle carceri egiziane e soprattutto quanto i diritti umani vengano calpestati. Forza Patrick, resisti, noi non molliamo. È la settima volta che ritraggo Patrick speravo di non doverlo fare più. Io però voglio sempre pensare che ‘questa volta andrà tutto bene'”, ha dichiarato l’artista.

Con questa nuova rappresentazione, Laika vuole continuare a portare l’attenzione sul caso di Patrick Zaki e la sua battaglia per i diritti umani, sperando che la sua arte possa contribuire a far riflettere sulle ingiustizie che affliggono molte persone nel mondo.



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