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Dalle borse vintage alle opere d’arte, dai vini, distillati e orologi che non passano mai di moda alle automobili di lusso o rare, dalla gioielleria al design, i beni acquistati per pura passione oltre a portare piacere sono noti come pleasure assets. Chi si affida a esperti in materia per acquistare beni di lusso per piacere, può rendersi conto che questo ha tutte le potenzialità per diventare un importante strumento per aumentare il proprio patrimonio.

Come scegliere la tipologia di bene da acquistare in asta?

L’andamento del mercato con i suoi trend e soprattutto il passaggio generazionale ci indicano una direzione. C’è da fare una prima distinzione prima di iniziare a investire in qualsiasi tipo di asset.

Vini all’asta da Pandolfini Casa d’Aste

Qual è lo scopo dell’acquisto? Sono un acquirente o un collezionista?

Chiunque può comprare pezzi d’arte, ma è il filo che le collega a svelare di più. Una collezione è proprio questo, una selezione di opere unite da certi dettagli stilistici, storici, culturali estetici. Se tradizionalmente il collezionismo è riservato alla classe elitaria, negli ultimi anni, il collezionismo ha subito un’importante trasformazione ed evoluzione: si è affermata la figura del collezionista internazionale che è in grado di condizionare i processi di valorizzazione delle opere degli artisti e influenzare quindi le quotazioni. Il collezionista d’arte sa che ciò che colleziona non ha soltanto un valore venale di possesso e quindi non acquista solo per investire.

Diversamente dall’acquirente, il collezionista d’arte è ben cosciente che le opere che possiede sono di importanza socioculturale e sono espressione di significati alti.

I red passion, ovvero gli oggetti e opere d’arte di cui una persona vorrebbe circondarsi, mutano nel tempo e l’arricchimento personale può avere diversi obbiettivi in diversi periodi della vita di una persona. A vent’anni le passioni sono ben diverse che a sessanta, e quindi anche i pleasure assets vengono percepiti diversamente.

Chi sono i collezionisti d’arte e cosa cercano?

Sono quattro le tipologie di collezionisti d’arte:
I cosiddetti imprenditori dell’arte, coloro che più si avvicinano alla figura dell’acquirente d’arte che non del collezionista. Questi sono orientati finanziariamente e cercano il deal, il nuovo, l’innovativo, disposti quindi a rischiare. Inutile dire che loro non

C’è poi l’esperto d’arte fa parte dell’élite di intellettuali del mercato dell’arte, persone appassionate e animate dalla storia delle opere, dalla sottigliezza dei dettagli e dall’attribuzione delle opere. L’esperto colleziona per il piacere di farlo, appassionatamente, e raramente come pure e freddo investimento o alla ricerca di trofei con cui vantarsi. Possiamo dire che il profilo del collezionista di pleasure assets può essere inserito al meglio in questa tipologia di collezionismo, specificando che non necessariamente coloro che collezionano per passione sono esperti o intenditori.

I raffinati, noti anche come esteti, collezionano con un scopo ben preciso e cioè rendere il mondo in cui vivono piacevole, bello esteticamente grazie alla loro visione grandiosa di come dovrebbe essere il mondo che li circonda; collezionano per questo oggetti disparati, che non sono necessariamente legati da un filo conduttore.

I ricchi cacciatori di trofei poi hanno abbondanti risorse e acquistano per il piacere di farlo, quasi ignorando l’infrastruttura del mercato dell’arte, sia nelle aste, che nelle gallerie e nel mercato secondario. Per loro l’acquisto dell’arte non dev’essere un affare, ma è molte volte fine a se stessa. Trovano piacere nel guardare le opere acquisite e non

Negli ultimi anni spicca una nuova tipologia di collezionista – coloro che acquistano per il piacere di “possedere”, ma che guardano attentamente al mercato e alle sue tendenze, con un occhio sempre attento sulle novità. Spesso tech savvy, interessati a tutto ciò che non è comune e ordinario, curiosi di informarsi sulle nuove modalità creative – come appunto gli NFT. Inoltre, per quel che riguarda i non fungible token, c’è un altro aspetto da considerare, in perfetta antitesi con l’arte tradizionale: l’arte digitale fornisce una connessione unica con il creatore che non è mai esistita con nessun’altra forma d’arte in passato.

Gli HNWI (ovvero High Net Worth Individuals) investono in media il 20% del proprio capitale in pleasure assets e arte alternativa. Qui il digitale arriva come un’esplosione che appassiona, i token non fungibili stanno facendo venire i brividi agli operatori dell’arte contemporanea e del mercato in generale.

NFT come pleasure assets?

Sono moltissime le incognite ancora da sciogliere parlando di NFT, soprattutto per i non tech-savvy; siamo nel futuro senza renderci conto, giusto qualche giorno fa Beeple Crap ha venduto all’asta da Christie’s un grande jpeg, composto da 5.000 singoli jpeg, per $ 69,346.250. EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS (2007–20), del videomaker, illustratore e, ora, celebre artista Beeple, altrimenti noto come Mike Winkelmann possiamo quindi inserirlo nella categoria dei pleasure assets?

Una somma così importante può essere spesa per un investimento o dietro c’è un appassionato che cerca di soddisfare un bisogno – se così si può definire – la necessità di mostrare la propria ricchezza, attitudine, capacità e coraggio. Perché diciamocelo, oggi non tutti siamo in grado di capire le dinamiche di questa nicchia del mercato dell’arte digitale e soprattutto non tutti siamo disposti ad investire capitale in una tipologia d’arte che fino a pochi mesi fa era considerata non più che aria fritta.

Ma perché decidere di acquistare un non-fungible token se non per puro piacere di possedere un’opera innovativa? Possedere un token digitale legato in modo irreversibile a un’opera d’arte non significa possederla effettivamente. Può quindi il non-possesso essere comunque legato al piacere? La chiave è proprio la parola asset perché non si tratta di un piacere solo, ma anche di un investimento per la futura redditività.

Come mettere d’accordo piacere del possesso, seppur virtuale, con il desiderio di investire?

Gli NFT, insieme ai beni da collezione più tradizionali, offrono ritorni sempre più interessanti e vengono sempre più presi in considerazione da coloro interessati a investire il capitale. L’interesse aumentato in modo esponenziale per l’arte digitale è solo uno degli aspetti incredibili di questo ultimo periodo. Il successo scioccante di Beeple Crap nell’asta di Christie’s segue un’esplosione di interesse nel mercato dell’arte da collezione che si è aperta intorno ai token non fungibili (NFT), la blockchain e le criptovalute come l’Ether.

L’attaccamento emotivo e sociale agli oggetti che appassionano influenzano nel momento della decisione dell’acquisto, e la probabilità che vengano prese decisioni non-ottimali su quando e cosa comprare, vendere o quanto pagare, aumenta quando si tratta delle passioni. Se nel 2018 era la pittura assieme a gioielli, vini da collezione, orologi e auto d’epoca a trainare il mercato dell’arte e dei passion asset, le cose stanno cambiano nel 2021. Il mondo dell’arte si è svegliato dopo un periodo di continue interruzioni, lacerato e martoriato dallo spettacolo di una nuova forma d’arte che improvvisamente inizia a trasformare aria in capitale, e sicuramente non si tratta di spiccioli.

Come siamo arrivati qui nel giro di solo qualche mese? Perché l’arte digitale inizia proprio adesso ad essere così invitante a tanti collezionisti?

La chiusura di gallerie, case d’aste e musei e la difficile monetizzazione degli oggetti d’arte tradizionale ha costretto il mercato a rivolgersi al mondo digitale per mantenere visibilità delle opere. Il divampare delle NFT nell’ultimo anno non succede per nulla a caso in questo preciso momento poiché presenta una seducente soluzione a due questioni che premono sul mercato dell’arte: l’NFT offre la terra promessa di un mezzo di scambio finanziario sicuro, ma molto liquido, insieme a una garanzia inviolabile di unicità e scarsità per gli oggetti scambiati.

Infatti, case d’aste esperte come Christie’s e Sotheby’s hanno individuato le opportunità offerte dal momento e dall’interesse del pubblico entusiasta ad investire in una nuova tipologia d’arte – che appassiona e che si rivela come uno status symbol per le nuove generazioni.

Gli albori delle asta NFT in Italia

Anche le più grandi case d’aste italiane si stanno attrezzando e adeguando a quanto succede fuori dai confini italiani. La prima sarà Cambi Casa d’Aste che sta già preparando la prima asta NFT in Italia – Dystopian Visions in collaborazione con SuperRare. L’asta si svolgerà tra il 25 giugno e il 4 luglio 2021 in una modalità del tutto nuova: ogni giorno a partire dal 25 giugno, due nuove opere fra le 18 della collezione Dystopian Visions verranno registrate sulla blockchain di Ethereum e pubblicate el catalogo dell’asta.

La curiosità è sicuramente tanta di vedere come reagisce il mercato italiano alla prima proposta di arte digitale. Che sia questo il nuovo entusiasmante asset acquistato non solo come investimento di capitale, ma anche per il puro piacere? Staremo a vedere!

Immagine in anteprima
Beeple Crap, NETFLIX 2087

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