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“Il collezionismo dell’antico non ha bisogno di incoraggiamenti, io incoraggio, invece, il collezionismo più arduo, quello del moderno: perché ciò rende più puntuale la cultura, più vivente e fraterna la civiltà e la umana società. Vi fa conoscere da vicino degli uomini vivi, oltre che delle cose.”

Gio Ponti

Partiamo il nostro racconto / guida al collezionismo degli oggetti che portano la firma di Gio Ponti (detti anche pontiani) proprio da questa citazione del Maestro; chissà se sarebbe compiaciuto o soddisfatto del successo degli oggetti da lui ideati e del radicale rovesciamento nelle preferenze dei collezionisti di oggi; la parola chiave è “rovesciamento” nei gusti del mercato che ci rende oggi più propensi ad acquistare oggetti cosiddetti vintage, a discapito dell’antico.

Gio Ponti, Ettore Sottsass, Marco Zanuso, Carlo de Carli, Gae Aulenti, Carlo Mollino, Carlo Scarpa e Fontana Arte – sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno contribuito al prestigio del design italiano nel mondo e che hanno trasformato i mobili e gli interni italiani nel corso del Novecento.  Il mercato dell’arte italiano si mostra, già da qualche anno, sempre più sensibile nei confronti delle arti decorative del ’900 e soprattutto del design italiano. Le motivazioni  sono sia di natura finanziaria che culturale, grazie al progressivo e costate aumento della diffusione della conoscenza e dell’apprezzamento del moderno classico, dal design all’arte contemporanea.

Penalizzato nel recente passato come un’arte minore, il design inizia però ad essere sempre più apprezzato – in Italia e fuori dai confini – grazie a esposizioni, fiere, pubblicazioni e cataloghi di aste ben costruite, ognuna delle quali hanno contribuito a educare il pubblico con nozioni indispensabili per apprezzare e desiderare sempre più le opere degli autori italiani e delle manifatture italiane del XX Secolo. Vediamo chi sono gli autori più quotati e alcune delle loro opere più rilevanti da conoscere. In questa prima parte parliamo di un vero maestro di stile, eleganza e, perché no, italianità.

Gio Ponti

Facile intuire che Giovanni ‘Gio’ Ponti è stato un artista poliedrico, la cui opera coinvolge tutti i livelli della progettazione e del design: dagli oggetti più minuti alle grandi architetture. Con una carriera che dura non meno di sette decenni, il suo lavoro come designer e architetto ha spaziato dalle poltrone alle automobili ai grattacieli, e non solo: ha persino anche curato riviste per più di 50 anni. Dopo la formazione come architetto presso l’allora Regio Istituto Tecnico Superiore che diventerà il futuro Politecnico di Milano nel 1921, Ponti iniziò a progettare ville neoclassiche e, dal 1923 al 1930, lavora anche come art director per la fabbrica di ceramiche Richard-Ginori, creando in questo periodo splendide porcellane di ispirazione neo-classica.

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Lampadario con struttura in metallo e vetro di Murano. Prod. Venini, Italia, 1960 ca. Design Gio Ponti. Venduto da Cambi Casa d’Aste a €22.320 nell Asta Fine Design Dic. 2019

I suoi successivi design di mobili sarebbero diventati l’epitome della fiducia nel design italiano del dopoguerra: uno dei suoi pezzi più emblematici che sviluppo dopo anni di progettazione è la sedia Superleggera, oggetto che presto diventa un’icona indiscussa e un capolavoro di modernità per la sua raffinatezza artigianale.

Ponti crea i suoi mobili per circa 120 aziende diverse, con l’obiettivo di rendere il suo lavoro accessibile al maggior numero possibile di persone. Ogni produttore ha adattato i progetti per adattarli alla propria produzione, quindi i progetti di Ponti tendono a mostrare proporzioni, costruzione e materiali leggermente diversi per questo motivo.

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Poltrona D.153.1 Molteni&C su disegno Gio Ponti

Lampade, sedie, librerie… l’arte di Gio Ponti entra nella case delle persone e trasforma lo stile degli ambienti, una produzione a larga scala che rimane però sofisticata anche se economica, democratica e moderna. Sono molti gli oggetti rappresentativi, ricordiamo anche l’intramontabile lampada da terra nominata Pirellone perché ispirata alla forma del grattacielo che caratterizza lo skyline milanese e prodotta da Fontana Arte.

La Poltrona D.153.1 prodotta da Molteni e disegnata da Ponti per la propria abitazione in via Dezza a Milano è, senza dubbio, un altro complemento d’arredo “manifesto” del design domestico firmato Gio Ponti.

Bilia è invece una lampada prodotta da Fontana Arte che a un primo acchito sembra quasi un divertente giocattolo; l’ironia di Bilia si traduce nella contrapposizione di due forme semplici impreziosite dall’opacità e della lucentezza di materiali così diversi: l’acciaio e il vetro.

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Bilia LED, Fontana Arte su design Gio Ponti

La sfera luminosa è posata in apparente equilibrio alla base conica, per un’illuminazione diffusa che crea ambientazione in modo del tutto unico. Gli oggetti ideati da Gio Ponti sono incredibilmente attuali, sembrano disegnati a posta per la casa moderna di oggi, oggetti di design che diventando vintage – senza alcun sforzo – arricchendo la casa contemporanea del 21 Secolo.

Ricordiamo anche la libreria D357 progettata da Gio Ponti e prodotta da Molteni &C, un mobile impalpabile, leggero e delicato come se fosse realizzato in carta, un oggetto intramontabile che ha un impatto notevole in ogni ambiente, sintesi di design e funzionalità. Da ricordare anche i lampadari, lampade, vasi e bottiglie disegnate per Venini, oggetti coloratissimi in vetro di Murano che seducono l’anima con la loro allegria e vivacità.

Divani, tessuti, librerie, consolle e contenitori, lampade e lampadari, vasi e porcellane, un universo da scoprire quello di Gio Ponti fatto di equilibrio, di cose caratterizzate da una moderna semplicità che non hanno bisogno di un etichetta, ne di istruzioni per l’utilizzo, oggetti veri, naturali, semplici e spontanei.

 

Immagine in anteprima:
Coppia di Poltrone a pozzetto, Gio Ponti
Vendute a €37.500 in Asta Design e Arti Decorative del ‘900 da Casa d’Aste Pandolfini

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