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Gli eventi imperdibili che riaprono ufficialmente la stagione 2021

Il mood ovvero la parola magica dopo la pausa estiva è “Open”. Potrebbe bastare il titolo a ben guardare, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, per orientare e “aprire” la nostra curiosità verso l’Arte antica, approssimativamente etichettata come di “nicchia”, che offre, in realtà, enormi opportunità di confronto e di crescita culturale. In un clima di ripresa e desiderio di socialità, Milano, la città delle Week più cool per antonomasia, ne nasce una iniziativa innovativa riservata all’Antiquariato.

In concomitanza con la mostra “Amart – Antiquariato a Milano”, giunta con successo alla sua terza edizione, aprirà “MOG – Milano Open Galleries oltre la vetrina”, una new entry, nata da un’idea dei Giovani Antiquari, appoggiata e fermamente voluta dall’Associazione Antiquari Milanesi.

Dal 25 al 29 Ottobre più di quaranta gallerie selezionate, saranno protagoniste indiscusse di una prestigiosa kermesse ricca di eventi e serate a tema, suddivise per zone, con un calendario fittissimo di appuntamenti imperdibili ed esclusivi. Un progetto ambizioso dal look sofisticato, unico nel suo genere – grazie al prezioso contributo di media partners quali Art Rights e Artuu, attivi nella comunicazione in versione digitale, insieme al portale Nowarc- MOG volge lo sguardo al mercato antiquario italiano e internazionale, nel quale il comitato organizzatore ripone grandi aspettative di partecipazione ed interesse.

Gli appassionati, i collezionisti e gli operatori PRO avranno così la possibilità di visitare la mostra AMART Milano nella storica sede del Museo della Permanente in via Turati 34 (27-31 ottobre) e contemporaneamente di accedere alle iniziative “MOG Milano Open Galleries – oltre la vetrina” organizzate da ciascuna galleria nella propria sede dal 25 al 29 Ottobre.

Ne emerge un’ampia scelta tra mostre, talks e presentazioni sostenute da esperti noti al settore, per vivere appieno il piacere di interagire con il “fascino per l’antico”, per tornare a vivere l’arte in presenza, riallacciando il dialogo tra il pubblico e gli antiquari. Una nuova veste, già ampiamente sperimentata con successo in altre aree del Design, che aiuti a usufrire e godere le opere esposte e gli spazi che le ospitano, in un’ambientazione studiata ad hoc per misurarsi con la nostra percezione dell’arte attraverso i secoli.

L’iniziativa fonda le sue radici nelle riflessioni del gruppo Giovani Antiquari, (coordinato da Isabella Danesini – consigliere dell’Associazione Antiquari Milanesi e restauratrice di dipinti presso il negozio antiquario Ghilli Antichità a Milano), convinto che il nostro mondo abbia molto da raccontare e che, in una realtà là dove lo storytelling è sempre più apprezzato, sia fondamentale accorciare le distanze, non solo temporali, ma anche in termini di fruibilità e connessione.

Nasce quindi l’idea di “Open Galleries – oltre la vetrina”. Il pubblico è invitato ad entrare nelle gallerie, a prendere parte attiva nei percorsi culturali, proposti dagli Antiquari, in un clima di condivisione. Ciò che tiene legata una collettività sono i valori trasmessi, non solo le opere: condividere una passione oltre l’opera con ideali e pensieri in sintonia con i temi del passato in dialogo costante con l’attualità. La campagna pubblicitaria di AMART Milano, curata da Paolo Landi ed arricchita dagli scatti del fotografo Maki Galimberti è incentrata proprio sul tema della contaminazione, il messaggio prodotto attraverso famous quotes è particolarmente riuscito, accolto con intelligente sensibilità da tutti i protagonisti, per lo più personalità di spicco del panorama culturale italiano ed internazionale, che hanno contribuito a renderla così unica e speciale.

L’Antiquariato è di per sè in grado di racchiudere concetti di rispetto, etica, rarità, valorizzazione, conservazione, ripristino e tutela decisamente in linea con la filosofia odierna a favore di uno stile di vita “green”, in netta contrapposizione con un consumismo superficiale, privo di gusto estetico e senso critico. Soffermarsi sul fatto che ogni opera sia un pezzo unico, corredata da una storia interiore anche di resilienza al passare del tempo: nata in un’epoca ben precisa, ma giunta a noi attraverso vie misteriose che ne hanno determinato la sopravvivenza ne fa una sorta di “radice” che ci lega indissolubilmente alla loro appartenenza culturale.

Dal canto nostro siamo investiti di una grande responsabilità: quella di leggerla, comprenderla, custodirla e tramandarla. Non è cosa da poco. Il riconoscimento del ruolo dell’Arte, oltre gli stereotipi, verso un accordo tra differenti linguaggi, costituisce un’occasione per il pubblico e per i galleristi stessi di vivere un’esperienza culturale profonda e di alto livello dato il ruolo fondamentale nel panorama dell’eccellenza culturale italiana che ha sempre rivestito la figura dell’antiquario oggi finalmente riscoperto e riconosciuto realmente “Open mind”: una figura in grado di mantenere il glamour autentico della conoscenza anche nell’era della tecnologia digitale.

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