Dal 1° agosto al 10 settembre 2023, nella sede di Cortina d’Ampezzo, Farsettiarte presenta il progetto speciale di Flavio Favelli intitolato “Lessico Americano”, che comprende una selezione di opere tra collage e assemblaggi.
Dal 1° agosto al 10 settembre 2023, nella sede di Cortina d’Ampezzo, Farsettiarte propone il progetto speciale di Flavio Favelli, intitolato Lessico Americano, realizzato in collaborazione con Studio SALES di Norberto Ruggeri e introdotto da un testo critico di Francesco Guzzetti.
La mostra combina una varietà di media diversi, tra cui collage e assemblaggi – realizzati con francobolli d’epoca, carte di cioccolatini, involucri vintage di chewing-gum e scatole di latta -, ma anche compressioni di oggetti silver plated e lattine che sono state adombrate da sfumature di colori spray, per delineare un percorso nell’immaginario della realtà del consumo. Le opere condividono l’utilizzo di segni, immagini, prodotti e oggetti del passato, tutti riconducibili, come suggerisce il titolo della mostra, a un possibile “lessico americano” che rappresenta il linguaggio e l’immaginario della seduzione.
La storia degli oggetti e gli ideogrammi delle marche presenti nelle opere in mostra, si intreccia così con la vicenda personale di Favelli e con la storia generazionale e collettiva di coloro che sono cresciuti nell’Italia durante la transizione dagli anni Settanta agli Ottanta, generando un rimando continuo di aneddoti, ricordi e ossessioni. Quello della dualità è un aspetto che caratterizza il lavoro dell’artista a vari livelli, ad esempio nell’apparenza che molte di queste opere evocano: ad un primo sguardo comunicano un senso di preziosità, ma ad un esame più attento si rivelano caratterizzate dall’impiego di materiali volutamente dozzinali, derivanti dal mondo dell’industria e dei mercatini delle cose vecchie, anche se ammantati di pellicole patinate, dorate e argento che le fanno sembrare altro.
Quella che l’artista muove non è una critica alla società dei consumi attraverso l’arte. In questi oggetti Favelli coglie appunto la tensione verso l’“Eldorado”, che si palesa proprio mediante l’imitazione del materiale più nobile, che tradisce i veri desideri della provincia.
C’è infine la storia dell’arte, attraverso una personale rilettura dei suoi codici: la serialità, la ripetizione, la reiterazione – Favelli non ha niente a che spartire con le motivazioni della Pop Art ma di quei gesti meccanici recupera il gioco, la calma piatta delle immagini totalmente sdoganate dal loro senso – l’uso del monocromo, il “divertissement” della sfumatura di colore.