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Dal 27 giugno torna visibile al pubblico il meraviglioso pavimento marmoreo della Cattedrale di Siena, frutto di un lavoro minuzioso durato cinquecento anni

Lo svelamento del pavimento della Cattedrale di Siena è diventato uno degli eventi artistici annuali più attesi della città toscana, suscitando ogni anno grande interesse tra i visitatori, e il motivo è facilmente comprensibile. La sua straordinaria bellezza e magnificenza sono indiscutibili, tanto che Giorgio Vasari lo descrisse come il pavimento “più bello, grande e magnifico” che mai fosse stato realizzato.

Frutto di un lavoro minuzioso durato cinquecento anni, dal Trecento fino all’Ottocento, il tappeto di marmo della Cattedrale senese è uno dei massimi capolavori racchiusi all’interno della struttura e torna nuovamente visitabile solo per un breve periodo, a partire dal prossimo 27 giugno.

La pavimentazione della Cattedrale di Siena rappresenta un’opera straordinaria di ingegneria e arte, non solo per la tecnica di realizzazione, ma anche per il grande valore simbolico delle iconografie rappresentate. Composto da lastre di marmo bianco e nero, finemente tagliate e incastonate con precisione millimetrica, la pavimentazione raffigura un insieme di storie, simboli, personaggi e figure che non sono altro che un costante invito a cercare la sapienza.

Le tarsie in totale sono 56 e i cartoni preparatori furono disegnati da alcuni dei più importanti maestri senesi, come Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni e Domenico Beccafumi, insieme a quella del pittore umbro Pinturicchio, padre del celebre riquadro con il Monte della Sapienza. Dopo aver ammirato la famosa tarsia dedicata all’Ermete Trismegisto, considerato il primo grande teologo dell’antichità, il percorso sulla pavimentazione ci guida alla successiva tarsia raffigurante Socrate e Cratete. Continuando lungo il cammino, ci immettiamo nell’itinerario biblico, che prende vita grazie all’opera dell’artista Domenico Beccafumi. Questa successione di tarsie dipinte ci conduce attraverso gli episodi più rilevanti della Bibbia, offrendoci una straordinaria esperienza estetica e intellettuale.

Attraverso l’esplorazione di queste opere d’arte, siamo in grado di apprezzare il genio degli artisti che le hanno create e, allo stesso tempo, di comprendere l’importanza culturale e storica dei personaggi raffigurati. La tarsia diventa così un percorso di conoscenza e contemplazione, in cui possiamo immergerci nelle profondità del sapere antico e riflettere sulle sue implicazioni nella nostra comprensione del mondo contemporaneo.

Originariamente il tappeto di marmo copriva tutto il pavimento della Cattedrale, ma nel corso del tempo, a causa dell’usura e della necessità di effettuare lavori di manutenzione, gran parte di esso venne nascosto sotto strati di pavimentazione più recente.

La scoperta e la messa in mostra di questo tesoro artistico rappresentano un evento significativo per la città di Siena e per gli amanti dell’arte e della storia della Cattedrale senese.



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