Dopo cinquant’anni riapre al pubblico il primo palazzo degli imperatori romani, nel Parco archeologico del Colosseo. Risalente all’età di Nerone, la Domus ebbe vita lunghissima, arrivando fino all’epoca rinascimentale

Varcare la soglia del primo palazzo imperiale sul colle Palatino: un’attesa di cinquant’anni, che oggi finalmente si è coronata. Dopo mezzo secolo di chiusura, gli spazi della Domus Tiberiana, si riaprono al pubblico, promettendo di immergere i visitatori nell’epoca di massimo splendore della residenza dei sovrani di Roma.

Grazie all’attento allestimento curato da Alfonsina Russo, Maria Grazia Filetici, Martina Almonte e Fulvio Coletti, il visitatore che percorre la via coperta conosciuta come Clivo della Vittoria, estesa per circa 4 ettari sul colle Palatino, sperimenterà l’antico cammino percorso dall’imperatore e dalla corte per raggiungere la maestosa residenza privata che, dal colle Palatino, ha dato origine al moderno concetto di “palazzo.”

Nonostante il nome Domus Tiberiana faccia riferimento all’imperatore Tiberio, che regnò dopo la morte di Augusto, le ricerche archeologiche hanno dimostrato che le fondamenta furono effettivamente posate da Nerone in un periodo successivo all’incendio del 64 d.C., in concomitanza con la costruzione della Domus Aurea.

In occasione della presentazione alla stampa il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha dichiarato: “Il Parco archeologico del Colosseo prosegue con l’obiettivo di restituire al pubblico spazi precedentemente preclusi alla visita. Ai nuovi e diversificati percorsi aperti negli ultimi anni, oggi si aggiunge un risultato storico, ovvero l’apertura al pubblico della Domus Tiberiana: viene così finalmente restituito il percorso circolare tra il Foro Romano e il Palatino attraverso i suggestivi spazi del Palazzo Imperiale. Un risultato raggiunto con un forte impegno di squadra durante lunghi lavori di restauro e riqualificazione funzionale del monumento […]. Questo è un altro passo importante verso la piena fruizione dell’area archeologica centrale di Roma, la più grande al mondo in un contesto urbano straordinario. Grazie all’incessante operosità del Parco archeologico del Colosseo e alle ingenti risorse che continuano a essere investite nella valorizzazione del sito, da oggi cittadini e visitatori provenienti da tutto il mondo potranno godere di un ambiente che riapre al pubblico dopo quasi mezzo secolo dalla sua chiusura”.

Ph. ©La Repubblica

La Domus di Tiberio sarà illuminata dalla luce a partire dalla sera del 21 settembre, grazie a un progetto di light architecture di Areti – azienda del Gruppo Acea specializzata nella distribuzione elettrica a Roma. In un’innovazione senza precedenti nell’ambito della valorizzazione dei siti archeologici di grande valore storico e culturale, verrà impiegata la tecnologia della luce dinamica (tunable white) che, attraverso variazioni di colore e intensità, regalerà agli spettatori l’esperienza di rivivere i fasti dell’antica Roma.

In occasione di questo speciale evento, sono stati installati 28 proiettori a incasso lungo la via Nova, 12 proiettori lineari dedicati agli archi, 51 apparecchi di proiezione per illuminare la facciata e 10 luci lineari per l’interno dell’ultimo livello, con una potenza totale di 4,4 kW.



Artness
Se questo articolo ti è piaciuto o lo hai ritenuto interessante,
iscriviti alla nostra newsletter gratuita!

Rimani aggiornato con le tendenze del mercato dell’arte italiano e internazionale

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts




Artness è un progetto di Thetis SRL
Ufficio operativo: Via Oliveti, 110 Centro Direzionale Olidor 54100 Massa (MS) Tel. +39 0585 091214 P.IVA 01020100457
Sede commerciale: Via Mengoni, 4 20121 Milano (MI) Tel. +39 02 40741330
E-mail: info@artness.it


Privacy Policy | Cookie Policy

Iscriviti alla Newsletter Artness

✓ Notizie sul mercato dell’arte
✓ Aste più importanti in Italia e all’Estero
✓ Eventi, mostre e curiosità
 

ISCRIVITI