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L’ascesa degli Nft non conosce limiti. Dopo la casa di produzione cinematografica Warner Bros, i Non Fungible Token conquistano il mondo delle case discografiche e adesso puntano allo spazio. Anzi, lo hanno già fatto. E’ il caso di “Chiaro di Luna” di Claude Debussy: il noto brano musicale scritto dal celebre compositore francese nel 1905 è stato inviato e riprodotto sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), diventando ufficialmente la prima opera certificata Nft a completare un’orbita attorno al pianeta.

Gli artefici del primo Nft nello spazio sono Nanoracks, una società americana di servizi spaziali nota soprattutto per le missioni messe a punto utilizzando i piccoli satelliti Cubesat, e Artemis Music, un’etichetta discografica indipendente di musica online.

Le due società si sono così unite nell’ambiziosa impresa di trasmettere a bordo della Stazione Spaziale Internazionale un’edizione speciale del brano di Claude Debussy, interpretato dal pianista Wing-Chong Kam, durante la missione spaziale. Dopo la registrazione, il file del brano è stato successivamente rispedito a terra e certificato come opera NFT.

 

Nell’ultimo anno il mercato degli Nft ha visto un’impennata vertiginosa; merito soprattutto delle cifre astronomiche a cui sono stati venduti durante le aste e sulle piattaforme dedicate – tra queste, ricordiamo la vendita dell’opera digitale Nft dell’artista Beeple lo scorso marzo da Christie’s, aggiudicata per 69,3 milioni di dollari e, più recentemente, il codice sorgente del primo browser di Tim Berners-Lee, ideatore del World Wide Web, battuto per 5,4 milioni di dollari. Solo nel 2021, gli Nft hanno generato 2,5 miliardi di dollari di vendite e l’ascesa non sembra voler rallentare.

Tuttavia, gli NFT e tutta la tecnologia relativa alle criptovalute è stata in più di un’occasione oggetto di numerose critiche perché, se è vero che da parte sembra rappresentare una risposta in termini di tutela dei diritti d’autore dei contenuti digitali, dall’altra sembra ovviare alle logiche del buon senso, con conseguenze negative sull’impatto ambientale: coniare i Non Fungible Token richiede infatti un sforzo energetico notevole, a causa della potenza di calcolo richiesta dai computer atti allo scopo.

Rimane però il fatto che da oggi l’universo degli Nft si aggiorna con la prima opera di crypto art protetta ad aver completato un’orbita attorno al pianeta e i suoi ideatori auspicano che nel futuro tanto altri artisti porteranno le loro opere anche verso la Luna, Marte e oltre.

In anteprima
Stazione Spaziale la prima opera certificata Nft
Ph. courtesy NASA

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