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Vi siete mai chiesti perché una bottiglia di Romanée Conti 2016 (aggiudicato a 28.200 € nell’ultima asta di Pandolfini dedicata ai vini italiani e francesi) costi più di quattro volte una bottiglia di La Tâche 2016 (aggiudicato a 6.800 €)? O perché una bottiglia di Sassicaia 2015 raggiunga in asta il doppio del valore di una identica bottiglia, ma magari del 2011?  Ecco le tre caratteristiche che creano il valore di una bottiglia da investimento.

Produttore

L’azienda è il principale fattore. Le cantine che producono vini da investimento, quindi ricercate dal grande pubblico internazionale, sono poche e spesso con una grande storia alle spalle. Ma negli ultimi anni, grazie al sempre maggiore pubblico che si avvicina al mondo del vino, la lista si sta allungando, rendendo questo mondo uno dei più dinamici tra quelli dei cosiddetti collectibles.

Etichetta

Per meglio dire tipologia di vino. Spesso lo stesso produttore produce due bottiglie a pochi metri di distanza, ma il prodotto finale raggiunge prezzi che sono completamente diversi, come l’esempio iniziale tra Romanée Conti e La Tâche. Questo si deve sia alle caratteristiche del terroir, che per questi vini crea delle importanti differenze, sia alle quantità di bottiglie prodotte, che spesso contano poche migliaia all’anno.

Annata

Last but not least, l’annata della bottiglia. Questo è l’ultimo fattore che produce la valutazione finale, ed è legato ai punteggi che quel determinato vino ha preso nelle classifiche internazionali in quell’anno (Wine Spectator e Wine Advocate su tutti, n.d.r.)

Leggi l’articolo completo sul La settimana di Pandolfini, il blog di Pandolfini Casa d’Aste.

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