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La passione per gli oggetti antichi sembra non conoscere battute d’arresto, per fortuna!… Parliamo proprio di questo con il Dr. Arch. Paolo Giovanella, titolare dello storico negozio milanese Ghilli Antichità che, con i suoi 30 anni di esperienza, è uno dei massimi esperti del settore dell’antiquariato a Milano. A lui abbiamo chiesto se investire in un’opera antiquaria è un buon investimento oggi come lo era in passato, come ha reagito il settore all’attuale contesto e infine di dare qualche consiglio per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro in un periodo come quello che stiamo attraversando.

Ecco cosa ci ha raccontato!

Paolo Giovannella, titolare del negozio di antiquariato Ghilli Antichità di Milano

In un mercato sempre più complesso, l’antiquariato trova sempre i suoi spazi?
Sì assolutamente. L’antiquariato non è solo un bisogno; è anche una grande opportunità. Non si può immaginare nessun tipo di futuro senza rivolgersi al passato. Il mercato per quanto complesso possa divenire, sarà sempre costituito dall’incontro tra la domanda e l’offerta.

Se da un lato nel settore antiquario nel passato la domanda si sia indebolita trovo che attualmente ci siano dei segnali promettenti ed incoraggianti. La cultura pre-Covid promuoveva acquisti di prodotti massificati, compulsivi: oggi tutti noi abbiamo una percezione diversa del tempo e facciamo scelte più ponderate, più consapevoli, con un ritorno al valore dell’oggetto.

Dal lato dell’offerta, l’antiquariato (e quindi l’antiquario, dal quale deriva il termine) si è strutturato in diversi livelli, dotato di regole ed opera a 360 gradi grazie alle nuove tecnologie. L’intermediazione inchinandosi ai dettami della domanda ha viziato i valori di molti settori, ciononostante, la serietà e la professionalità di un antiquario che possa garantire l’autenticità, la buona conservazione, la provenienza di un’opera d’arte costituiranno ancora gli elementi vincenti di un’offerta attraente.

Un gioco divertente che facevo prima dell’esplosione della pandemia era quello di visitare il Salone del Mobile di Milano; lì si cercava il nuovo, la tendenza, le migliori proposte dell’industria dell’arredo immergendosi in una bolgia multietnica di visitatori. Al termine della visita, stremato dalla fatica riflettevo sempre su come le radici iconografiche, i modelli degli arredi visionati non fossero altro che un’evoluzione dei mobili antichi.

Semplicemente oggi produciamo con le macchine ciò che una volta veniva eseguito a mano e vengono usati materiali succedanei del legno in luogo delle essenze originali. E perché mai non dovremmo avere successo nel vendere un oggetto d’arte?

Laboratorio di restauro, Ghilli Antichità

Come siete riusciti a reagire al profondo cambiamento economico che ci ha investito?
Credo che sia difficile parlare di cambiamenti economici e che non ci competa. Possiamo però osservare come sia cambiata la struttura distributiva del commercio anche nel settore dell’antiquariato. La ricerca del “pezzo” oggi non si effettua più prevalentemente girando per botteghe o raccoglitori ma utilizzando opportunamente i motori di ricerca.

La frequentazione delle botteghe va fatta a scopo terapeutico e distensivo ma non riesce più a competere con l’offerta del web. Vent’anni fa per contattare un buyer d’oltreoceano dovevamo andare ad esporre nei déballage francesi o nelle grandi fiere nazionali; oggi è sufficiente esporre la nostra merce sui vari “scaffali” dei portali settoriali per raggiungere la totalità dei potenziali compratori.

Apprezzo e stimo gli integralisti, coloro che restano attaccati alla realtà tradizionale; semplicemente (e tristemente) per noi non è più sufficiente.

È possibile fare un buon investimento in un’opera antiquaria nel 2021? Se sì, in quale direzione bisogna guardare? Dipinti, mobili oppure oggetti decorativi?
Mai come adesso! È assolutamente il momento ideale. Sarebbe lungo l’elenco delle tipologie merceologiche sottostimate, deprezzate rispetto a quelli che erano i valori ante euro e secondo questo parametro di valutazione mi sentirei di dire di acquistare alla cieca qualsiasi oggetto d’antiquariato. Ma non è così che funziona!

Ho sempre detestato l’atteggiamento speculativo poiché non penso che debba essere la molla per questo genere di acquisti. La voce da ascoltare è quella della bellezza, della passione, del desiderio.

Se riesci ad acquistare un oggetto o un arredo antico che sia autentico, ben realizzato e conservato, raro e d’autore conosciuto e soprattutto che possa contribuire all’armonia del tuo arredo, alla piacevolezza del tatto, della sola osservazione, del compiacimento del possesso, allora mi sento dire che sia stato fatto un ottimo investimento. Se poi consideriamo che visti i valori attuali si affrontano dei costi democratici…

Ci sono delle iniziative o eventi che può segnalarci a Milano, come rinascita del settore antiquario?
Il termine “rinascita” è conseguente ad un decesso che l’antiquariato non ha mai avuto; semmai potremmo dire che negli ultimi anni ha viaggiato in parallelo con la confusione del mondo culturale nel senso più generale.

Per quello che riguarda il settore antiquario a Milano, il probabile svolgimento di “Amart” nell’autunno del 2021 costituirà il momento cittadino più importante; questa mostra rappresenta il frutto dell’impegno dell’Associazione Antiquari Milanesi ed in particolare del suo Presidente.

Per finire in bellezza, ci dica l’ultima volta che si è emozionato nel vedere un oggetto di antiquariato raro che vi è stato proposto.
Lo dico con orgoglio: una Pietà policroma in terracotta eseguita tra la fine del Seicento ed i primi del Settecento.

Pietà in terracotta policroma del 1700

Leggi l’intervista integrale sul sito di Ghilli Antichità.

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