Dal prossimo 23 novembre, il Museo della Permanente di Milano ospiterà oltre sessanta opere create da Fernando Botero, recentemente scomparso all’età di 91 anni. Questa mostra rappresenta il primo evento artistico a tenersi dopo la recente scomparsa del celebre artista colombiano

A poche settimane dalla scomparsa di Fernando Botero (Medellìn 1932 – Montecarlo 2023), il Museo della Permanente di Milano ha annunciato la prima mostra post morte dedicata al celebre artista colombiano, intitolata “Via Crucis. La Passione di Cristo“. Il progetto espositivo, prodotta da Next Exhibition, in collaborazione con l’Associazione Culturale Dreams, e curato da Glocal Project e ONO arte, intende celebrare il lavoro di questo grande maestro del XXI secolo attraverso sessanta opere, tra dipinti ad olio e disegni preparatori, provenienti dal Museo di Antioquia, in Colombia, tutti uniti da un unico filo conduttore: la religione. Questa esposizione, infatti, mette in risalto la tematica religiosa, una parte significativa della vita artistica di Botero, presentando un ciclo di dipinti realizzati tra il 2010 e il 2011: 27 opere ad olio e 33 opere su carta.

La dimensione spirituale è da sempre un tema importante per Botero, influenzato dalla sua infanzia in Colombia, dove era circondato da immagini devozionali e pratiche religiose radicate nella comunità. I toni ironici e giocosi che solitamente caratterizzano le opere di Botero lasciano spazio a una profonda tristezza e drammaticità, che emergono chiaramente nei volti dei personaggi, espressi con sguardi malinconici e afflitti. Questo ciclo pittorico non solo esplora il rapporto delicato dell’artista con la religione, ma invita anche il pubblico a riflettere sulla poesia, il dramma e la potenza della Passione di Cristo, attraverso la pietà.

Fernando Botero, Crucifixion, 2011, Medellin, Museo de Antioquia

La serie fu generosamente donata da Botero al Museo di Antioquia nel 2012, in concomitanza con il suo ottantesimo compleanno durante la settimana di Pasqua. Ora, undici anni dopo, il museo meneghino presenterà per la prima volta al pubblico queste opere nel prossimo mese di novembre, offrendo al pubblico l’opportunità di esplorare un aspetto più intimo e personale dell’artista, ma anche di promuovere un dialogo tra due musei internazionali.



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