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Un anno particolare e inaspettato il 2020 – unicum per il mercato dell’arte. Cerchiamo di fare un bilancio dello stato dell’Arte e come quest’anno ha cambiato il business dell’arte e come lo ha forzato ad adattarsi alla nuova normalità. Certo è l’andamento sempre meno prevedibile e sempre più mutevole, un periodo storico e irripetibile – si spera – che ha innondato tutto il sistema e tutti i player in gioco, dal più grande al più piccolo. Un anno il 2020 che ci ha insegnato che chi si ferma è perduto e che le certezze sono poche, nel lavoro e nella vita. Gli strumenti digitali rappresentano un’importante risorsa da sfruttare per accorciare le distanze, per poter guardare verso il futuro con fiducia.

Grazie alle vendite online e alle aste a tempo, le case d’asta italiane hanno trovato il modo di continuare la propria attività e controbilanciare, nonostante tutto, gran parte della crisi causata dal Coronavirus nel 2020. Il lockdown imposto arrivato come un fulmine a ciel sereno e le ha costrette in modo improvviso ad operare una completa dematerializzazione delle loro aste più prestigiose e dei relativi cataloghi. Adattamento e la reinventazione di se stessi sono le parole d’ordine, d’altronde chi non sa adattarsi o reinventarsi non sopravvive – letteralmente.

Lo sviluppo della tecnologia e la possibilità di gestire e organizzare aste sul web e lo spostamento delle aste completamente online – gran parte del quale merito del know-how di Thetis e della piattaforma messa a disposizione per questo – ha consentito un normale svolgimento di gran parte delle compravendite di opere d’arte per le case d’aste nostri clienti. Non solo seguire le aste dal proprio salotto, ma partecipare attivamente alla vendita con qualsiasi tipologia di dispositivo abbiamo a disposizione, in qualsiasi momento per noi comodo. Aggiudicarsi un’opera d’arte oggi è più facile che mai, entrare a far parte del mondo del collezionismo non ha più limiti di spazio o tempo.

Come non ricordare le aste virtuali organizzate da Cambi nella primavera del 2020 tra cui le più rilevanti le Aste di Antiquariato e quelle di Dipinti Antichi, le aste benefiche a favore dell’ospedale Luigi Sacco di Milano – un successo digitale in cui 200 partecipanti provenienti da più di venti paesi nel Mondo hanno contribuito a rendere questo momento meno drammatico. Le prestigiose aste di Pandolfini sono state rimodulate per permettere una completa gestione da remoto.

Importanti appuntamenti sono stati annullati per cercare di contenere la diffusione del Covid-19 come mercati d’arte e fiere di design come Il Salone del Mobile, Milano Art Week, Biennale di Venezia, Mercanteinfiera, Modenantiquaia, Amart e altre manifestazioni legate al mercato dell’arte. C’è da dire che questa tipologia di eventi è impossibile da organizzare nel mondo virtuale e coinvolgere a distanza i pubblico – mentre le aste e le vendite non trovano alcuna difficoltà ad adattarsi. È vero anche che il mercato dell’arte si basa su relazioni personali, su incontri e su strette di mano, ma è vero anche che in una situazione particolare come questa è sufficiente avere a disposizione strumenti digitali che, se usati in modo coerente, possono trasformare l’esperienza digitale: da fredda e impersonale in una straordinaria. Basti pensare alla possibilità che la tecnologia offre per poter esporre in una vetrina virtuale – il sito web – un oggetto in asta: immagini straordinariamente nitide e 3D, video in alta definizione che, insieme ad una scheda approfondita a disposizione del pubblico, possono sostituire completamente l’esposizione dei lotti pre-asta.

Usare la tecnologia a nostro vantaggio non porta solo benefici logistici e organizzativi; sapersi adattare alle circostanze contribuisce notevolmente a consolidare la fiducia di cui necessitano coloro che intendono vendere opere d’arte in loro possesso a prendere in considerazione la possibilità di consegnare le proprie opere a una Casa d’aste o Galleria, piuttosto che ad un’altra.

Il mercato è vivo quindi, c’è voglia di andare avanti sperando che “andrà tutto bene”, nonostante tutto. In attesa di comprendere in quali modi questa crisi infierirà sul mercato dell’arte e sulla nostra vita, non resta che iniziare la ricerca di come poter migliorare aspetti della nostra vita che in qualche modo sono stati toccati dalla crisi attraverso strumenti e tecnologie a disposizione. Alla fine, nonostante tutto, il 2020 ci ha mostrato che “impossible is nothing” e che l’arte può essere una buona cura per l’anima, basta una buona connessione.

Immagine in evidenza
Les Amants, Renè Magritte (1928)

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