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Secondo Bloomberg, dopo un’assenza di circa tre anni la casa d’aste londinese potrebbe tornare sul listino della borsa americana a partire già dall’anno prossimo. L’attuale proprietario Patrick Drahi – che acquistato la società nel 2019 per circa 3,7 miliardi di dollari, trasformandola in una società privata – starebbe valutando una potenziale offerta pubblica iniziale (IPO) tra le banche Goldman Sachs Group e Morgan Stanley, a una valutazione di circa 5 miliardi di dollari (debito escluso).

La proposta arriverebbe a seguito dei risultati da record registrati nel 2021 da Sotheby’s, con oltre 7,3 miliardi di dollari di fatturato (tra il business delle aste e quello delle private sale) e una ventina di aste ancora tutta da battere. I principali responsabili del copioso aumento del volume d’affari (precisamente di un terzo in soli tre anni) sono stati i nuovi modelli di vendita pro-digitale messi in atto nell’ultimo triennio da Sotheby’s, anche per far fronte al clima di incertezza legato alla pandemia di Covid-19, a partire dall’inclusione della criptovaluta e degli Nft (token non fungibili) e da una serie eccezionali collezioni che hanno visto incalzare le attività legate al collezionismo di lusso, prima fra tutte quella di Linda e Harry che ha portato 676 milioni di dollari soltanto nel mese di novembre all’azienda.

Anche sul fronte dell’affluenza Sotheby’s registra un aumento significativo, con il 39% in più di offerenti (di cui il 47% nuovi clienti), mentre i clienti under 40 sono aumentati del 187%.

Il possibile ritorno sul mercato della società londinese potrebbe essere legato a terze manovre messe a punto da Drahi, nei mesi scorsi il magnate franco-israeliano ha sottoscritto un prestito con a garanzia un’ipoteca sulla sede Sotheby’s London in New Bond Street con una transazione di retrolocazione. Questi fondi potrebbero essere funzionali nella sua presunta offerta di rilevare la nota società di telecomunicazioni britannica, BT. Nel giugno 2021, tramite la società televisiva Altice, Drahi ha acquisito una quota del 12,1% in BT, diventandone l’azionista di maggioranza e, nel mese dicembre, Altice ha fatto sapere che la quota di Drahi si attestava già al 18%.

Il governo Britannico ha tenuto a precisare che la situazione è sotto controllo, grazie a un costante monitoraggio. BT è attualmente alle prese con la costruzione dell’infrastruttura internet ad alta velocità della Gran Bretagna, e già molto prima dell’ingresso di Drahi nella società Sotheby’s era stata identificata dal nome del ticker «Bid» alla Borsa di New York, dove si affermava come società più antica quotata.

L’informativa finanziaria trasparente prevista per le società quotate in borsa aveva valutato Sotheby’s quale fonte di rara chiarezza in un mercato che non sempre si dimostra cristallino.

Certo è che la potenziale quotazione di 5 milioni di dollari arriva dopo le importanti misure intraprese dal patron della casa d’aste che, insieme all’amministratore delegato della casa d’aste, Charles Stewart, hanno supervisionato la ristrutturazione del business del mercato delle aste. Il ritorno di Sotheby’s al commercio pubblico potrebbe rappresentare un’importante fonte di informazioni (trasparenti) per l’interno comparto del mercato dell’arte.

Ph. di anteprima courtesy Sotheby’s

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