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Le opere d’arte esposte nei musei italiani dovranno ritornare in patria. È quanto dichiara il Direttore dell’Ermitage di San Pietroburgo Mikhail Piotrovsky in una lettera inviata al direttore di Palazzo Reale, Domenico Piraina, e al Presidente di Skira editore, Massimo Vitta Zelman.

“In base alla decisione del ministero russo della Cultura, tutti i prestiti in essere devono essere restituiti dall’estero alla Russia” e “l’Ermitage è un museo statale che dipende dal ministero della Cultura” ha scritto il direttore del museo russo nella missiva. Si tratta di una decisione (probabilmente) maturata a seguito dell’inserimento dell’Italia nella lista dei “Paesi ostili” diramata dal governo russo.

In particolare, il riferimento è a ventitré capolavori attualmente in mostra in alcune delle maggiori istituzioni museali italiane. Tra questi, la maggior parte sono esposti alle Gallerie d’Italia e a Palazzo Reale a Milano, anche se ne trovano alcune cedute in prestito temporaneamente anche alla Fondazione Fendi di Roma e a Palazzo Roverella di Rovigo.

Alla richiesta di restituzione delle opere d’arte da parte dell’Ermitage i direttori dei musei italiani purtroppo non possono sottrarsi. Ciò significherà che diversi centri culturali dovranno a breve imballare e spedire a San Pietroburgo opere di grande valore storico e artistico, al centro delle esposizioni attualmente in corso.

“A me pare evidente che quando un proprietario chiede la restituzione delle proprie opere, queste debbano essere restituite – ha commentato il Ministro della Cultura Dario Franceschini, aggiungendo che su questo ambito “il ministero non ha competenze in materia”.

Entro il 27 marzo, Palazzo Reale, dove è in corso la mostra “Tiziano e la figura della donna veneziana nel ‘500’”, dovrà dunque restituire all’Ermitage “Giovane donna con cappello piumato” – uno dei tre ritratti realizzati dal maestro veneziano fra il 1534 e il 1536 alla stessa modella, raffigurata anche nella celebre Venere di Urbino – e “Giovane donna con vecchio profilo di Giovanni Cariani.

Più cospicua sarà la perdita di Gallerie d’Italia, che entro la fine del mese dovrà impacchettare ben venticinque dipinti oggi esposti alla mostra “Grand Tour. Sogno d’Italia da Venezia a Pompei”. Un’iniziativa realizzata, tra l’altro, proprio in collaborazione con il museo di San Pietroburgo.

Non si esclude che nelle prossime settimane, oltre alle istituzioni milanesi, possano essere coinvolti nel reso anche altri musei che hanno sottoscritto prestiti con la Russia. Come anticipato sopra, ben presto potrebbero essere le tele di Kandinskij le prossime ad abbandonare le stanze del Palazzo Roverella di Rovigo (dove è in corso la mostra “Kandinskij. L’Opera (1900-1940)”, così come la “Giovane donna” di Picasso, adesso in mostra alla Fondazione Fendi di Roma.

Ma qual è la posizione del Ministero della Cultura Italiano a tal proposito? In merito alla richiesta di restituzione delle opere russe in mostra sul suolo italiano, il Ministero della Cultura italiano ha stabilito l’immediata sospensione di tutte le attività concernenti l’iniziativa “Anno incrociato dei musei Italia-Russia”. Non solo, questo comporterà anche l’interruzione di tutte le attività di promozione culturale istituzionale con la Federazione Russa e la rinuncia a ogni forma di collaborazione.

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Ritratto di giovane donna, Tiziano (1536) attualmente in mostra a Palazzo Reale di Milano

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