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Non chiamatelo semplicemente museo: il Next Museum è molto di più, è uno spazio immersivo e rivoluzionario che, grazie al potere delle nuove tecnologie, trasforma radicalmente il concetto di esperienza culturale, rendendo l’arte un evento unico e accessibile a tutti. Abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva il Presidente e ideatore del progetto, Roberto Indiano, una mente visionaria che ha saputo mettere a frutto la sua creatività per ridefinire l’esperienza artistica come la conosciamo oggi.

Varcare la soglia di un museo e ritrovarsi subito a camminare su un tappeto digitale di riproduzioni artistiche che prendono vita sotto i nostri piedi, fino ad elevarsi davanti ai nostri occhi. Da qui prende forma quella, partita come un’intuizione di Roberto Indiano, si configura oggi come una realtà concreta, chiamata Next Museum. Una formula di museo altamente tecnologico – nato dall’esperienza dello staff di Next Exhibition, leader internazionale e pioniere nella produzione di mostre innovative -, che si propone letteralmente di avvolgere il visitatore, rendendolo protagonista di un’esperienza fortemente coinvolgente e immersiva.

Le mostre firmate da Next Museum, infatti, non ospitano quadri classici o reperti storici, ma ampie stanze appositamente attrezzate con le tecnologie più avanzate, come videomapping, immagini 3D e ologrammi, mega proiezioni ad altissima definizione, visori di realtà virtuale, capaci di proiettare il visitatore nella mente e dentro le opere dei grandi maestri, senza confini né precedenti.

Non importa essere esperti d’arte per godere appieno dell’esperienza immersiva proposta dal Next Museum; grazie al potere delle nuove tecnologie, chiunque, anche coloro che non hanno mai messo piede in un museo prima d’ora, qui possono esplorare realtà inedite che vanno ben oltre la passività delle mostre convenzionali.

Noi abbiamo avuto l’occasione di intervistare in esclusiva l’ideatore e attuale Presidente, Roberto Indiano, che, con entusiasmo coinvolgente, ci ha aperto le porte di questa nuova frontiera dell’arte, in cui il Next Museum si rivela uno strumento potente per suscitare emozioni, fornire istruzione e connettere i visitatori al nostro ricco patrimonio artistico e culturale.

Roberto Indiano, Presidente ed ideatore del Next Museum. Ph. courtesy Next Exhibition

Artness: Presidente Roberto Indiano, ci può raccontare come è nata l’idea di creare il Next Museum e quale è la visione alla base di questo nuovo spazio multimediale?

Roberto Indiano: L’esperienza con Van Gogh in giro per l’Europa ed il grande interesse di massa crescente verso le esperienze immersive mi ha sicuramente fatto riflettere che c’è la grande esigenza di far conoscere l’arte e la cultura in modo decisamente più innovativo, tecnologico e giovanile. Next Museum rispecchia tutto questo ed ha il grosso vantaggio della scalabilità.

A.: Come si differenzia il Next Museum dalle tradizionali esposizioni d’arte e quali sono le esperienze uniche che i visitatori potranno vivere all’interno di questo spazio innovativo?

R.I.: Sono due concetti completamenti diversi. Next Museum è il principio, il primo approccio con l’arte. Deve attirare giovani e giovanissimi, neofiti. Con la sua capacità attrattiva, multimediale e tecnologica strizza l’occhio ad un pubblico di massa, facendo conoscere artisti a chi normalmente non mastica la materia. Le mostre tradizionali, che facciamo e continueremo a fare, sono il passo successivo per il visitatore. E’ come guardare un film su Frida: innamorarsi del personaggio e poi visitare Casa Azul. Ecco… il Next Museum e’ come il film, finalizzato a coinvolgere più gente possibile appassionandola.

A.: Quali sono le tecnologie avanzate che saranno utilizzate nel Next Museum per creare esperienze multisensoriali per i visitatori?

R.I.: Cercheremo di essere innovativi; quindi spazio a nuove tecnologie che sono ora ancora poco conosciute. Realtà virtuale, realtà aumentata, video mapping, intelligenza artificiale e NFT sono le più chiacchierate e forse note ed ovviamente saranno presenti nel percorso. Ma la vera innovazione sarà il concept, il modo in cui le opere saranno mostrate ai visitatori.

A.: Siamo davvero curiosi di sapere a quali grandi artisti il Next Museum ha in mente di dedicare le sue esposizioni future. Può rivelarci qualche anticipazione in anteprima?

R.I.: Sicuramente i nostri tre big: Van Gogh, Klimt e Monet. Stiamo lavorando per una prima mondiale che ci elettrizza molto, ma preferirei aspettare un po’ per lanciarla.

Van Gogh Experience, Next Exhibition | Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO). Ph. Next Exhibition

A.: Come vengono coinvolte le diverse fasce il pubblico nel Next Museum e come è possibile interagire con le opere e gli artisti del passato attraverso il metaverso?

R.I.: Questo sarà il vero punto di forza del Next Museum. Indossare i visori non significherà solamente intraprendere un viaggio onirico nei quadri dell’artista o tornando nel suo tempo, ma sarà una vera e propria interazione con gli ambienti, utilizzando tutti i sensi: sentendo odori e profumi, toccando e percependo l’aria calda o fredda sulla pelle. Una vera rivoluzione.

A.: A fine ottobre 2023, il Next Museum aprirà le porte della sua sede romana con l’attesissima mostra “VAN GOGH EXPERIENCE”. Cosa dobbiamo aspettarci da questa esposizione internazionale, che promette di portare la visione artistica di Van Gogh a un livello completamente nuovo.

R.I.: Sono orgoglioso di dire che sarà un’esposizione mai vista prima. Non solo la grande area immersiva, sicuramente coinvolgente e di grande impatto visivo, ma anche ricostruzioni in 3D dei quadri di Van Gogh, una grande area didattica e la vera novità: le cabine VR. Luoghi di immersione nel metaverso, ovviamente ai tempi del grande pittore olandese.

 

Van Gogh Experience, Next Exhibition | Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO). Ph. Next Exhibition

A.: Quali sono i valori fondamentali che il Next Museum intende trasmettere attraverso queste esposizioni e come prevede che questa esperienza cambierà la percezione dell’arte e della cultura da parte dei visitatori?

R.I.: Ambiziosamente dico che Next Museum deve diventare il primo punto di partenza, il passaggio obbligato per avvicinarsi all’arte ed alla cultura, un ponte di collegamento tra l’ignoranza e la conoscenza, proprio come ha fatto a sto tempo il cinema. E visto che si parla di cinema ed a quel mondo ci ispiriamo, partiremo proprio da Roma.

A.: Quali sono i progetti futuri riguardanti la crescita e lo sviluppo del museo digitale?

R.I.: Per quanto ci riguarda apriremo in questo 2023 quattro sedi permanenti del Next Museum: Roma, Bilbao, Milano e Torino. Nel 2024 saranno tre le nuove aperture al momento stabilite – tra queste Londra – puntando, negli anni a venire, all’esistenza di decine di Next Museum sparsi per il mondo a proporre contenuti di arte e cultura rinnovati ogni quattro/cinque mesi.



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