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È una delle tele più celebri del maestro surrealista e uno dei pochi capolavori moderni ad essere ancora oggi in mani private. È stata fino ad oggi una delle perle del Museo Magritte di Bruxelles, in prestito dal 2009, andrà all’asta da Sotheby’s a Londra il prossimo 2 marzo. La sua stima? 60 milioni di dollari

“L’impero delle luci” di René Magritte è stata fino a poco fa una delle opere simbolo del Museo Magritte di Bruxelles – la sezione del Musées Royaux des Beaux-Arts dedicata al padre del surrealismo. Tra le varie tele che si potevano ammirare nel museo, la versione del 1961 de “L’empire des lumières” (in totale il pittore ne dipinse diciassette) era una delle più apprezzate dai visitatori.

La straordinaria sensazione atmosferica che riesce a comunicare questo dipinto è tale da ispirare nel 1973 anche uno dei più illustri cineasti americani, William Friedkin, per l’ambientazione del suo film più noto: l’Esorcista.

Enigma, paradosso, rovesciamento delle aspettative sono la chiave di lettura di questo capolavoro surrealista (come del resto, dello stile di Magritte in generale): una palazzina immersa nel silenzio e nell’oscurità, tra una folta coltre di alberi frondosi, mentre un lampione acceso illumina caldamente l’abitazione. Ad attenuare il buio, le luci artificiali provenienti dall’interno delle camere del piano superiore. A prima vista ci pare un’eccellente raffigurazione di un normale paesaggio di campagna, con dettagli quasi fotografici, ma se guardiamo più approfonditamente notiamo un’incongruità temporale: il cielo al sopra della casa che dovrebbe essere blu notte è sorprendentemente di un azzurro luminoso, costellato da morbide e bianche nuvole.

La natura dicotomica del quadro che combina la notte con il giorno, porta il fruitore a confrontarsi con un piano di lettura del tutto inedito, “poetico”, usando le parole di Magritte.

L’empire des lumières, 1961 © Sotheby’s

Realizzata da Magritte per la sua musa, la baronessa Anne-Marie Gillion Crowet – figlia del mecenate di Magritte, il collezionista belga Pierre Crowet -, e concessa in prestito al Museo Magritte dal 2009, questo caposaldo della pittura surrealista rimarrà fruibile al pubblico ancora per pochi giorni nella sede londinese della casa d’aste, prima di finire nelle mani di un unico soggetto privato. Il 2 marzo l’opera sarà infatti in vendita da Sotheby’s con una quotazione di partenza stratosferica: 60 milioni di dollari (45 milioni di sterline), quasi il doppio di quanto sia mai stato pagato fino ad oggi per un dipinto di René Magritte.

Attualmente il record di vendita detenuto da Magritte è di 26,8 milioni di dollari, pagati nel 2018 per “Le Principe du Plaisir” (1937), sempre da Sotheby’s, anche se c’è chi sostiene che alcuni dipinti siano stati oggetto di vendite private per un ammontare ancora maggiore (si parla di 30/40 milioni).

“L’impero delle luci” dei Crowet è la versione più grande dell’intera serie realizzata da Magritte: misura 146 per 114 centimetri e potrebbe essere ispirato alla poesia di André Breton “L’Aigrette”, come omaggio al grande teorico del Surrealismo. Il verso d’apertura della poesia infatti recita: “Se solo il sole venisse fuori stasera”.

Un vero capolavoro dell’arte del Novecento, che “ riunisce i due elementi fondamentali della vita quotidiana, quelli del giorno e della notte, su un’unica tela”, ha commentato Helena Newman, presidente di Sotheby’s Europe e Worldwide Head of Impressionist and Modern Art. “Con le sue dimensioni impressionanti, il dipinto attira lo spettatore. La sua immediatezza e potenza racchiudono la ’qualità da star’ che pone Magritte pienamente nel pantheon degli artisti più ricercati del mercato.”

Un altro pezzo della storia dell’arte arricchirà presto la collezione di nuovo fortunato proprietario, che, con buone probabilità, rimarrà anonimo; certo è che l’asta del prossimo 2 marzo ci lascerà tutti un po’ più impoveriti.

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L’empire des lumières, 1961 © Sotheby’s

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