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Fino al 18 settembre i pittori Henri Matisse e David Hockney dialogheranno nell’ambito della Biennale d’Arte di Nizza. Saranno esposte 70 opere del pittore britannico di fronte a una selezione di dipinti di Matisse. Verranno così rivelate le loro innumerevoli affinità e punti in comune, dai colori, agli oggetti, fino ad arrivare ai ritratti.

Matisse e Hockney condividono lo stesso universo artistico e a dimostrarcelo, durante la Biennale d’Arte di Nizza, sarà la mostra “HOCKNEY – MATISSE. Un paradis retrouvé“, un viaggio nel colore e nel tempo attraverso le stanze del Matisse Museum. Saranno presenti 70 opere dell’artista britannico, provenienti dalla collezione della David Hockney Foundation di Los Angeles, e da quella sua personale.

Locandina della mostra “Un Paradis retrouvé”. Courtesy of Musée Matisse

Dopo Matisse and Picasso, The Comedy of The Model (2018) e Cinématisse. A Painter and Cinema (2019), il nuovo dialogo ribadisce l’ambizione del museo di osservare Matisse sotto una nuova luce, affiancandolo ai grandi artisti contemporanei. La mostra, curata dalla direttrice Claudine Grammont, inizia in riva al mare, con l’opera Diving Board with Shadow di David Hockney, posta di fronte a La Vague di Henri Matisse. I due capolavori interagiscono con una fluidità inaspettata, che rende estremamente semplice recepire il parallelismo tra i due autori. In tutto il percorso della mostra gli affiancamenti non sono mai banali, esaltano sorprendenti similitudini nello studio dello spazio, degli oggetti e del paesaggio, che sia Nizza, Tahiti o Los Angeles. E proprio nella rappresentazione dell’ambiente si rintracciano alcuni temi in comune inerenti alla Costa Azzurra e alla California: la piscina, la finestra e i rigogliosi giardini.
Proprio nel periodo californiano, Hockney, assaporando la libertà dei costumi, riesce a esprimere tutta la sua natura. Sono di questo periodo le sue famose piscine, dove un trampolino giallo ci dà la profondità della vasca con i suoi riflessi azzurri e verdi, o una linea rosa acceso diventa lo “splash” onomatopeico di un fumetto non scritto. Uno di questi dipinti (Portrait of an Artist, Pool with two figure, opera del 1972), è stato battuto all’asta nel 2018 da Christie’s per 90,3 milioni di dollari.

David Hockney, Diving Board with Shadow, (Paper Pool 13), 1978. Collection of the artist © David Hockney / Tyler Graphics Ltd. Photo Credit: Richard Schmidt

Saltano subito all’occhio le tracce dello stesso sguardo intransigente dei due artisti verso la realtà. Entrambi non smettono mai di riflettere sulla percezione e sulle sue molteplici potenzialità. Entrambi riflettono lo stesso desiderio di colore, sempre al centro dei loro lavori, ed entrambi hanno riprodotto figure nude con leggerezza e nonchalance, Matisse prediligendo le donne odalische, Hockney gli uomini. Si ricordano quelli presenti nella serie delle docce, iniziata nel 1960, in cui raffigura, in qualità di protagonista, l’amante Peter. In queste illustrazioni le pose dei corpi somigliano a quelle tipiche dei modelli accademici, con la figura muscolosa di spalle, come lo stesso Matisse propone in alcuni suoi studi sulle forme maschili.
È sorprendente notare come, nonostante gli artisti appartengano a periodi storici così distanti e differenti tra loro, gli approcci creativi siano estremamente simili, così come la loro velocità di realizzazione nel disegno.

Henri Matisse, Nudo in poltrona, pianta verde, 1936, Musée Matisse Nizza © Succession H. Matisse Photo © François Fernandez

Altro elemento che accomuna i due maestri è il ritratto, che, in particolare, assume un ruolo guida nella pratica di Hockney.
Dopo l’incontro con l’artista inglese, Claudine Grammont gli cita una riflessione del pittore francese, prefazione al suo Portraits: «Il ritratto è un’arte delle più singolari. Richiede all’artista dei doni particolari e una possibilità d’identificazione pressoché assoluta tra il pittore e il suo modello. Il pittore deve trovarsi davanti al suo modello senza alcuna idea preconcetta. Tutto deve arrivare al suo spirito come in un paesaggio gli arriverebbero tutti gli odori di questo: quelli della terra, dei fiori associati ai giochi delle nuvole, ai movimenti degli alberi e ai diversi rumori della campagna». Così anche per Hockney il ritratto è qualcosa di estremamente naturale, e per poter renderlo tale, lui ritrae persone che conosce molto bene, come gli amici, tra i quali Celia, la figura più ricorrente.

HOCNKEY – MATISSE è un piacere per gli occhi, un viaggio nell’universo dei colori, in cui lo spettatore è trasportato da un’opera all’altra, seguendo un filo continuo che lega forme e contenuti dei due artisti.

“Per i primi 54 anni del XX secolo, Matisse ha realizzato meravigliose rappresentazioni del suo mondo utilizzando il colore. Sono molto onorato e felice di avere l’opportunità di esporre il mio lavoro accanto al suo”. David Hockney, 31 marzo 2022.

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