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La primavera ha sempre affascinato il mondo dell’arte. Sono tanti gli artisti che nel corso dei vari secoli si sono cimentati nell’omaggiare, ognuno a suo modo, la stagione della rinascita e dei fiori, lasciandoci in eredità in alcuni casi dei veri e propri capolavori. Primo su tutti Sandro Botticelli, con la sua celeberrima “Primavera”, in cui la radura verdeggiante, punteggiata di tantissime piante e fiori, la fanno da padrona; ma non solo, anche Monet, Van Gogh, fino agli Impressionisti si sono lasciati ispirare dal fascino della bella stagione, trasformando le sensazioni e le emozioni primaverili in autentiche opere d’arte.

Ecco una carrellata di opere d’arte più belle (e famose) dedicate all’incanto di questa stagione, in cui arte e primavera s’incontrano all’unisono!

“La primavera” di Sandro Botticelli

La primavera di Botticelli è probabilmente la prima opera d’arte che ci viene in mente quando pensiamo alla raffigurazione di questa lussureggiante stagione. Di datazione incerta (si presume sia stata realizzata tra il 1477 e il 1490), l’opera era stata commissionata da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, per villa di Castello, originariamente per fare pendant con l’altrettanto celebre “La nascita di Venere”, con cui condivide alcuni riferimenti storici e filosofici. Attualmente si trova conservata in una sala della Galleria degli Uffizi di Firenze.

La primavera è un vero e proprio manifesto del sodalizio estetico e artistico: la scena si svolge in un boschetto (identificato con il Giardino delle Esperidi), in cui degli alberi di agrumi formano una sorta di cupola che si estende al di sopra dei personaggi. Il suolo è disseminato di piccoli fiori di ogni sorta, mentre sullo sfondo si intravede un cielo azzurro tenue. La narrazione si svolge in più atti, e si legge partendo da destra, dove troviamo Zefiro, dio del vento, immortalato nell’atto di rapire l’amata ninfa Clori, che rimane incinta, facendola trasformare in Flora.

La Primavera, Sandro Botticelli (1477-1490 ca.)

Flora è la protagonista dell’opera, rappresenta la personificazione della primavera, qui raffigurata come una donna dalla lunga veste fiorita intenta a cospargere la terra del suo frutto che porta in grembo, alludendo all’imminente rinascita della natura.

Al centro dell’opera troviamo Venere, dea dell’amore e della fecondità, sovrastata dalla figura di Cupido, Dio dell’amore, raffigurato nell’atto di scagliare una freccia verso una delle Tre Grazie intente a danzare. Sulla sinistra, infine, il dio Mercurio dai calzari alati scaccia via possibili nubi con il suo caduceo, così da preservare la primavera.

“Ramo di mandorlo fiorito” di Van Gogh

Nessuna ninfa in questo caso, soltanto un ramo di mandorlo in fiore raffigurati su uno sfondo azzurro. Ramo di mandorlo, conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam, è una delle tele più amate del pittore olandese, sicuramente una della più care a Van Gogh perché realizzata come regalo per il fratello Theo e sua moglie, Johanna Bonger, per la nascita del loro primo figlio. Quel mandorlo rappresentava il primo accenno di primavera, così come la nascita del suo primo nipote. Ci sembra quasi di poterla vedere la venuta della primavera, nel cielo terso contro cui si staglia il ramo, così come nei fiori bianchi appena sbocciati. Il 15 febbraio 1890, in una lettera alla madre il pittore scriveva: “Ho iniziato subito una tela per il figlio di Theo, da appendere nella loro camera da letto, una tela azzurro cielo, sulla quale si stagliano grandi fiori di mandorlo bianchi”. Così l’artista ripeté il soggetto un’infinità di volte, nel tentativo di immortalare quella fugace bellezza.

Ramo di mandorlo fiorito, Van Gogh (1890)

Se la si osserva da una distanza ravvicinata, possiamo anche intuire l’omaggio di Van Gogh alle stampe giapponesi che tanto soleva emulare. Il ramo di mandorlo in fiore significa l’arrivo della stagione più attesa, simboleggia la speranza, la schiarita: Ramo di mandorlo fiorito è, dunque, un inno alla vita.

“Printemps” di Claude Monet

Tra le primavere più celebri della storia dell’arte si annovera anche “Printemps”, il famoso dipinto di Claude Monet di impronta marcatamente impressionista. In questo meraviglioso esempio di pittura en plein air, Monet coglie ogni sfumatura dell’ambiente circostante tramite un sapiente accostamento di colori, restituendo i più sottili trapassi di luce e di tono. I colori dominanti sono il bianco rosato dell’abito delle giovane donna, che viene investito da un getto di luce solare, e il verde della natura circostante. In questo meraviglioso dipinto sembra di sentire l’odore della primavera!

Printemps, Claude Monet (1872)

“Donna con parasole nel giardino” di Pierre-Auguste Renoir 

Un altro dipinto ispirato alla stagione dei fiori è “Donna con parasole nel giardino”, un dipinto del 1875 realizzato da uno dei massimi esponenti dell’impressionismo Pierre-Auguste Renoir. L’opera restituisce una fotografia della vista dalla finestra del nuovo studio a Montmartre del pittore.

In questa meraviglioso dipinto pare di perdersi nell’erba di un prato fiorito. I fiori e il sottobosco sono realizzati in modo da ricreare una mistura di forme tattili e strutturali con ciò lo circondano. Sullo sfondo, la figura di una donna con il parasole vestita in nero, come anche il suo compagno rappresentato chinato intento a raccogliere un fiore, ad enfatizzare l’effetto della luce naturale nella pittura.

Donna con parasole nel giardino, Pierre-Auguste Renoir  (1875)

L’opera è una sintesi perfetta di una giornata campestre di primavera, così intrisa di colori sognanti e d’un clima di pace tipicamente impressionisti.

“Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte” di Georges-Pierre Seurat

“Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte” o, semplicemente, La Grande Jatte è uno dei capolavori della pittura puntinista, realizzato tra il 1884 e il 1886 dal pittore francese Georges-Pierre Seurat. Si tratta di un olio su tela di grandi dimensioni (circa due metri per tre) e ritrae l’isolotto della Grande-Jatte, sulle rive della Senna, dove le famiglie borghesi della città si recavano la domenica per trascorrere i pomeriggi di primavera. Donne in eleganti abiti tipici dell’epoca, che passeggiando riparandosi con graziosi coprisole, tra canottieri che riposano dopo la competizione e l’andirivieni di bambini che giocano sul prato.

Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte, Georges-Pierre Seurat (1884 – 1886)

 

Alcuni animali da compagnia seguono i propri padroni, tra cui una simpatica scimmietta stretta al guinzaglio della donna con l’ombrello in primo piano. La Grande Jatte è tra le opere più note del movimento pittorico del puntinismo francese, grazie alla particolare tecnica con cui è realizzato che conferisce alle figure un’inconsueta morbidezza e plasticità, che appaiono immerse in un’atmosfera sospesa, quasi surreale. La Grande-Jatte è conservato oggi all’Art Institute di Chicago.

“Primavera” di Giovanni Boldini

Anche Giovanni Boldini ha voluto rendere omaggio alla stagione primaverile. In “Primavera” l’autore dallo stile tipico della Belle Époque ritrae un uomo e una donna sul prato di casa, in compagnia del loro cane. Lui è comodamente sdraiato supino sull’erba, mentre lei è seduta compostamente, intenta a reggere un ombrello per pararsi dal sole L’opera è inondata di vibrazioni cromatiche che ci fanno immergere nell’atmosfera campestre e, soprattutto, nel tepore dei primi raggi primaverili che picchiano contro il muro dell’abitazione. Il candore è così tangibile che quasi lo sentiamo sulla pelle: viene voglia di raggiungere i due coniugi all’interno del quadro, per godere insieme quegli incantevoli istanti di pace.

Primavera, Giovanni Boldini (1873)

“Primavera” di Arcimboldo 

“Primavera” appartiene alla quarta edizione della serie delle Stagioni di Giuseppe Arcimboldo, il pittore celebre per i suoi ritratti composti utilizzando fiori, frutta e verdura. Realizzata nel 1573, l’opera è un chiaro omaggio alla stagione primaverile, composta perlopiù da fiori e frutti caratteristici di questa stagione, come rose, bacche di belladonna, corolle, gigli e boccioli di fiori per realizzare il profilo di un busto femminile e, allo stesso tempo, trasmettere allo spettatore la sensazione di rinascita e vigore tipica della stagione. I capelli della giovane sono un trionfo di fiori colorati, mentre l’abito è composto da erbe spontanee che avvolgono il suo corpo. Con quest’opera Arcimboldo intendeva rappresentare non solo la bella stagione, ma anche lo stadio dell’infanzia nell’uomo, dotato di un carattere rigoglioso e vitale. Il dipinto si trova oggi esposto, insieme alle altre tre stagioni di Arcimboldo, al Louvre di Parigi

Primavera, Arcimboldo (1573)

“Giardino italiano” di Gustav Klimt

Concludiamo la nostra carrellata di opere d’arte dedicate alla primavera, con questo giardino tipicamente primaverile ritratto da Gustav Klimt. Il dipinto è una sorta di tributo ai paesaggi italiani dove il pittore amava soggiornare, tra Roma, Venezia e Ravenna in modo particolare, dove si è innamorato dei famosi mosaici bizantini che hanno influenzato alcune delle sue opere del periodo dorato.

“Giardino italiano, Gustav Klimt (1913)

Giardino italiano è un tripudio di fiori tipici primaverili dalle forme e dalle tonalità più disparate, che vanno dal rosa all’azzurro, fino al viola; la luce chiara che si irradia dall’alto illumina il dipinto, accentuandone la vivacità. In lontananza, nascosta tra gli alberi, si intravede il profilo di una casa di campagna. Se chiudiamo gli occhi riusciamo quasi immaginare di essere lì, di fronte a quel paesaggio agreste in cui la natura regna sovrana. Questo meraviglioso olio su tela si trova conservato nel Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.

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