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Dopo un’assenza di oltre vent’anni, Maurizio Cattelan fa il suo ritorno in mostra a New York con “Sunday”. Questa esposizione promette di essere un nuovo punto di riferimento nell’ambito dell’arte contemporanea, mettendo in luce le contraddizioni presenti nella società e nella cultura occidentale.

Lo scorso 30 aprile, dopo 20 anni di assenza, Maurizio Cattelan (Padova, 1960) ha inaugurato la sua personale al Gagosian di New York, in una delle gallerie più rinomate del mondo. In continuità con il precedente impegno iniziato con “America”, l’iconico wc d’oro esibito otto anni fa al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, nel 2016, “Sunday” – questo il nome della rassegna newyorkese di Cattelan, ancora una volta invita i visitatori a riflettere sulle problematiche e le contraddizioni della società dei giorni nostri, in particolare su questioni sensibili come l’abitudine alla violenza, ricorrendo allo spirito dissacrante che da sempre caratterizza la cifra di Cattelan.

Sono due le opere inedite e più discusse in mostra da Gagosian, che testimoniano la capacità dell’artista di esplorare simultaneamente la storia dell’arte e gli avvenimenti storico-politici contemporanei: Sunday (2024), che dà il titolo all’intera mostra, consiste in una parete composta da pannelli d’acciaio di dimensioni pari a 5 metri per 20, rivestita in oro e punteggiata da fori di proiettile. Qui l’artista, estremizzando l’azione di “America”, utilizza metalli pregiati per smontare la relazione degli Stati Uniti con la disponibilità delle armi attraverso crateri e fori realizzati sulle superfici precedentemente lisce. Alcuni hanno richiamato alla mente un’opera molto simile dell’artista cinese Mao Tongqiang, creata nel 2015 e esposta a New York alcuni anni dopo, seppur con un minor numero di fori e senza la doratura.

November (sempre del 2024), invece, una fontana scolpita in marmo raffigurante una figura curva che riversa urina a terra: questa opera, concepita dall’artista come “un tributo alla periferia”, fa eco alla famosa scultura pubblica del XVII secolo “Manneken Pis” (posizionata nel cuore di Bruxelles) che ritrae un giovane trasgredire le convenzioni sociali urinando in una fontana.

“November”, Maurizio Cattelan/VNY Media, Gagosian, New York. Ph. Courtesy Gagosian

Affidata a Francesco Bonami la curatela della mostra, la rassegna consente di esplorare il lavoro di un artista il cui impatto culturale sembra rimanere significativo nel corso del tempo, come evidenziato dal grande successo delle due mostre monografiche a lui dedicate a Pechino e Seul.

In concomitanza con la presentazione di un’altra nuova opera del celebre artista di Padova al Padiglione del Vaticano alla Biennale Arte 2024 di Venezia, l’esposizione a New York sarà un’opportunità unica per immergersi nella poetica di uno degli artisti internazionali più influenti e controversi degli ultimi anni.

Ph. in anteprima: MAURIZIO CATTELAN 2024, installation view © Maurizio Cattelan Photo: Maris Hutchinson Courtesy Gagosian



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