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Si chiama “The Schøyen Collection” ed è una delle più grandi collezioni di manoscritti antichi mai assemblate. La collezione sarà messa all’asta da Christie’s Casa d’Aste l’11 giugno. Tra i pezzi in vendita ci sono il Codex Sinaiticus Rescriptus del X secolo, redatto dal monaco Giovanni Zosimo, e una cronaca della storia scozzese che offre nuove prospettive sulla ribellione guidata da William Wallace. Vediamo quali sorprese riserva questa vendita straordinaria.

Alcuni manufatti antichi saranno messi all’asta l’11 giugno da Christie’s in occasione dell’asta Manuscript Masterpieces from The Schøyen Collection dedicata alla Collezione Schøyen. Tra i pezzi più antichi e di pregio che verranno fatti passare sotto il martello del banditore della casa d’aste, il Codex Sinaiticus Rescriptus: si tratta di un’antologia di insegnamenti monastici del primo Egitto, ancora conservate nelle tavole di legno di palma che l’autore realizzò per preservarle nel tempo. Redatto dal monaco e studioso georgiano-palestinese del X secolo Giovanni Zosimo, che firmò la sua opera in modo particolare, “Questo libro sacro è stato scritto, finito e rilegato sul santo Sinai, per mano di Ioane, il peccaminoso, negli anni della Creazione secondo i calcoli georgiani 6583” (ovvero nel 979 d.C.) ha riportato la maison.

The Crosby-Schøyen Codex. Stima 2.000.000 – 3.000.000 sterline. Ph. courtesy Chriestie’s

La storia di questo manoscritto ha dell’eccezionale. Giovanni Zosimo, dopo aver lasciato un monastero a Gerusalemme, trasportò la sua fede fino al Sinai, portando con sé i materiali necessari per la creazione di libri, inclusi un deposito di vecchie pergamene che poteva riutilizzare. Inizialmente, i fogli su cui Zosimo sovrascrisse erano considerati senza valore, poiché già vecchi di secoli. Oggi, invece, sono di inestimabile valore per paleografi e studiosi della Bibbia. Infatti, sotto la scrittura ecclesiastica georgiana, si nascondono frammenti di un antico libro contenente passaggi dei Vangeli scritti nel V o VI secolo, ancora visibili nonostante i tentativi dell’autore di cancellarli. Il testo, redatto in aramaico cristiano-palestinese, una lingua strettamente correlata al dialetto utilizzato da Gesù nella regione della Galilea, contiene la storia e le parole di Gesù, in una lingua molto simile a quella che egli stesso parlava. The Crosby-Schøyen Codex viene presentata in asta con un quotazione importante: il suo valore è stimato infatti 2.000.000 – 3.000.000 sterline.

Tra gli altri top lot della vendita, troviamo due anche due importanti testi biblici: il primo è una Bibbia di Geraardsbergen: un gigantesco libro da leggio, abbastanza grande da essere visto dal fondo di una vasta chiesa abbaziale, scritto su pergamena, in latino. Gli autori del volume biblico erano così preoccupati per la sua sicurezza che vi incisero una maledizione: “Se qualcuno prende questo libro di nascosto o con la forza, possa essere maledetto.” Chiunque rubi questo libro, possa morire di una morte crudele – non proprio nello spirito cristiano, e probabilmente meno efficace delle robuste catene di ferro che assicurano alcuni degli altri volumi medievali della Collezione Schøyen.

Bibbia di Geraardsbergen. Stima 700.000 – 1.000.000 sterline. Ph. courtesy Chriestie’s

La seconda è una Bibbia ebraica di Holkham, più austera rispetto alla Bibbia di Geraardsbergen, ma non per questo meno interessante. Presenta sei colonne in caratteri sefarditi per ciascuna pagina, ognuna incisa e allineata in modo che ogni colonna sia stabile e precisa come i pilastri di un tempio, e presentante annotazioni masoretiche. Interessanti le note a piè di pagina: scritte con caratteri più piccoli e snelli rispetto al testo principale, alcune di queste note assumono la forma di “micrografie”, in cui una frase viene disposta in piacevoli figure geometriche.

Bibbia ebraica di Holkham. Stima 1.500.000 – 3.000.000 sterline. Ph. courtesy Chriestie’s

La struttura della Bibbia segue la tradizione dei rotoli della Torah nota come vavei ha’amudim, in cui ogni colonna inizia con la lettera ebraica vav, o con una sequenza di sei lettere che includono vav. Mantenere il testo inalterato della Torah in conformità con questo requisito è possibile solo perché la lettera ebraica vav rappresenta la congiunzione “e” ed è quindi presente frequentemente.

Ph in anteprima: The Codex Sinaiticus Rescriptus. Ph. courtesy Chriestie’s



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