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Fino al 28 gennaio a Roma la più grande retrospettiva italiana mai realizzata dedicata al celebre fotografo americano del Novecento

Fino al 28 gennaio, il Museo di Roma in Trastevere presenta la prima grande retrospettiva italiana dedicata a uno dei fotografi più straordinari e versatili, Philippe Halsman (Riga, 1906 – New York, 1979). Curata da Alessandra Mauro, in collaborazione con l’Archivio Halsman di New York, la mostra “Philippe Halsman. Lampo di Genio,” offre un viaggio all’interno della lunga carriera e della visione creativa del fotografo statunitense, presentando oltre cento fotografie a colori e in bianco e nero, di vario formato.

L’esplorazione inizia con gli anni Venti e Trenta, durante i quali Halsman si afferma a Parigi lavorando per le riviste “Vogue” e “Vu”. E poi negli Stati Uniti, a New York, dove si divide tra i grandi magazine e lo show business hollywoodiano. L’autoritratto del fotografo in apertura, cattura immediatamente l’attenzione: in questo scatto Halsman posa con la testa appoggiata su un treppiede, un gesto simbolico che riflette la sua personale illuminazione sulla centralità della mente del fotografo rispetto alla macchina fotografica.

Il ritratto di Philippe Halsman 1954 © Philippe Halsman Archive 2023

Da Albert Einstein a Salvador Dalí, da Marilyn Monroe ai Duchi di Windsor, fino al regista Alfred Hitchcock e al fisico Oppenheimer, lungo il percorso della mostra si susseguono, uno dopo l’altro, ritratti e fermo immagini dei grandi protagonisti che hanno segnato,  ciascuno con il proprio contributo unico, il mondo della cultura e dello spettacolo nel corso del Novecento. Nessuna posa appare statica; ogni soggetto è immortalato nella sua essenza più intima e vera, spesso ricorrendo a metodi singolarissimi e non convenzionali che mescolano divertimento e autenticità. Uno di questi approcci è la “jumpology”, una tecnica innovativa che cattura le persone in movimento, trasformando così ogni scatto in una autentica performance artistica.

Albert Einstein ritratto nella sua casa a Princeton, New Jersey, 1947 © Philippe Halsman Archive 2023

Scrive il curatore Alessandra Mauro nel testo introduttivo alla mostra: “Ha firmato 101 copertine di LIFE, più di chiunque altro fotografo; ha creato ritratti straordinari per la loro forza e lo scavo psicologico; è riuscito a far saltare di fronte al suo obiettivo teste coronate, scienziati, capi di stato e divi dello schermo; con Salvador Dalí ha inventato immagini come vere performance artistiche. È Philippe Halsman, tra i più grandi ritrattisti della storia della fotografia, in grado di lavorare sempre tra sguardo e introspezione, intuizione immediata, lampi di genio e tecnica raffinata”. 

La mostra svela anche le 101 copertine create da Halsman per la rivista “Life”, insieme a provini, testimonianze d’epoca e filmati. 

L’attrice Audrey Hepburn, 1955 © Philippe Halsman Archive 2023

L’esposizione è un’occasione unica per entrare in contatto con gli scatti del fotografo americano, per comprenderne la chiave creativa, a metà tra documento e invenzione. Come ha detto Halsman: “Il risultato finale è un’altra superficie da penetrare, questa volta grazie alla sensibilità di chi guarda. Spetta infatti a lui decifrare l’inafferrabile equazione tra il foglio di carta fotografica e la profondità dell’essere umano”.



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