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«Col fumetto posso fare di tutto, perché non è un’arte minore. E se l’arte è comunicazione, cosa c’è di più comunicativo del fumetto?»

Hugo Pratt sarà il protagonista della prima Asta di Fumetti della Casa d’Aste Finarte, in collaborazione con la Casa d’Aste Urania – un punto di riferimento italiano nel settore Comics. Venerdì 1 ottobre andranno all’incanto 100 opere originali dei suoi celebri racconti visivi, tra cui “Ticonderoga”, “Il Sergente Kirk”, “L’Ombra”, “I Giganti Burloni”, “Le avventure di Fanfulla”, “Corto Maltese” e “I Cangaceiros” – in collaborazione con Studio Bignardi – e una tavola della ventottesima avventura di Corto, Le Elvetiche: Rosa Alchemica, del 1987.

Hugo Pratt è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi maestri del fumetto a livello mondiale ma forse non tutti conoscono la sua storia personale e il suo percorso professionale: abbiamo raccolto sei curiosità che vi faranno conoscere meglio il celebre fumettista.

Hugo Pratt, Corto Maltese – Le Elvetiche: Rosa Alchemica, 1987. Asta 100 volte Pratt | Asta di Fumetti, lotto 100, stima € 4.500 – 7.000

Il suo vero nome era Ugo Eugenio Prat

Nato il 15 giugno 1927 a Rimini, figlio di Rolando Prat ed Evelina Genero. Lo stesso Pratt raccontava delle origini della sua famiglia: “Eravamo fascisti. Mio nonno è stato il fondatore del fascismo a Venezia”. Eugenio Genero era ebreo marrano, ma questo non gli impedì di formare una delle prime squadre fasciste veneziane, chiamata la “Serenissima” e fu tra i fondatori del Fascio di Venezia. I nonni ebbero un ruolo importante nelle scelte di Hugo:  aveva solo cinque anni quando la nonna gli regalò un album da disegno e un matita, invitandolo a rappresentare quello vedeva, in quel caso un palombaro intento ad uscire dalla laguna. Pratt ripensò spesso a quel “disegna quello che vedi”: la sua passione per il fumetto inizia a 12 anni, grazie a “Terry e i Pirati” di Milton Caniff, di cui si divorava le avventure.

La sua carriera decollò in Argentina

A 13 anni, Hugo Pratt si arruola nella polizia coloniale insieme al padre che due anni dopo, nel 1942, muore in un campo di prigionia in Etiopia. Poco tempo prima di lasciarlo per sempre, Rolando Pratt regalò al figlio una copia de “L’Isola del tesoro” di Stevenson, che Hugo illustrerà poi per il Corriere dei Piccoli negli anni ’60. Al suo rientro a Venezia, il giovane Pratt è a suo agio nel caos del dopoguerra. Il fumetto diventa così la sua professione: fonda, con gli amici Mario Faustinelli e Alberto Ongaro, la rivista “Asso di Picche” e in occasione della firma della sua prima pagina nel 1945, decide di chiarmarsi Hugo Pratt, aggiungendo una “H” al suo nome e una “T” al suo cognome.

Hugo Pratt, Il Sergente Kirk – Il castello di Titlàn, 1958. Asta 100 volte Pratt | Asta di Fumetti, lotto 23, stima € 1.000 – 2.500

Nel 1949, un editore di Buenos Aires nota “Asso di Picche” e invita il gruppo dei giovani fondatori in Argentina, che diventerà la nuova patria di Hugo per circa 13 anni. Incontra diversi disegnatori come Salinas o i fratelli Del Castillo, frequenta i locali dove si balla il tango, impara lo spagnolo e lavora prima per la Editorial Abril di Cesare Civita poi per Editorial Frontera. In quegli anni iniziò a suscitare l’interesse di appassionati di fumetto, dando vita ad alcune serie molto importanti: Junglemen, Sgt. Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga, tutte scritte da Héctor Oesterheld.

Pratt e le donne, una storia d’amore 

Nel 1952, in occasione di un rientro in Italia, conosce Gucky Wogerer, iugoslava, che sposa a Venezia nel 1953 e dalla quale avrà due figli, Lucas e Marina. I due si trasferiscono in Argentina ma la loro relazione finisce due anni dopo. A fine anni Cinquanta, Pratt si trasferisce a Londra: sono per lui anni difficili, beve molto, produce alcuni racconti di guerra a fumetti per l’agenzia Fleetway Publication. In Argentina aveva lasciato Gisela Dester, sua compagna e assistente, e per del tempo attese invano il suo arrivo a Londra. Gisela non lo raggiunse mai ma al suo fianco arrivò Anna Frogner, giovane donna di origine belga che conosceva da tempo e che da ragazzina gli aveva ispirato il personaggio di “Anna nella Giungla”. Dalla loro unione nasceranno altri due figli, Silvina e Jonas. Pratt ebbe poi un altro figlio da un’indigena, incontrata durante un viaggio nella foresta del Mato Grosso.

Hugo Pratt a Grandvaux, fine anni ’80

Leggi l’articolo completo sul il Blog di Finarte Casa d’Aste.

Immagine in evidenza
Max Corto Maltese e I Cangaceiros (1972). Asta 100 volte Pratt | Asta di Fumetti, lotto 94, stima € 350 – 500
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