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L’annuncio del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, arriva a quindici anni di distanza dal devastante terremoto che colpì il capoluogo abruzzese nel 2009. Il progetto presentato, intitolato ‘L’Aquila Città Multiverso’, rappresenta un ambizioso piano di sperimentazione artistica mirato alla creazione di un modello innovativo per il rilancio socio-economico del territorio, basato sulle radici culturali della città.

Dopo Pesaro per il 2024 e Agrigento per il 2025, è L’Aquila la città scelta come capitale italiana della cultura 2026. Ad annunciarlo, il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, in occasione della cerimonia che si è svolta lo scorso 14 marzo nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura di Roma, alla presenza della giuria presieduta dai membri della commissione, dal sindaco aquilano Pierluigi Biondi e dai primi cittadini delle altre città finaliste. Il progetto “L’Aquila. Città Multiverso“, presentato dal capoluogo abruzzese e premiato con un contributo finanziario di un milione di euro, rappresenta un ambizioso piano di sperimentazione artistica mirato alla creazione di un modello innovativo per il rilancio socio-economico del territorio, basato sulle radici culturali della città.

L’Aquila, che riceverà questo prestigioso riconoscimento dalla città di Agrigento, ha superato le proposte di altre nove città finaliste: Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Gaeta (Latina), Latina, Lucera (Foggia), Maratea (Potenza), Rimini, Treviso e l’Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena).

“Tutte le città che hanno partecipato alla competizione dovrebbero essere Capitali della Cultura, e personalmente vorrei che fossero tutte premiate per la loro bellezza. L’Italia ha una grande ricchezza e tantissimi luoghi che meritano un viaggio. Mi congratulo con la città dell’Aquila che nel 2026 rappresenterà al meglio la nostra Nazione, e accolgo pienamente l’idea di trovare sin da ora, per il prossimo bando, le risorse necessarie per premiare tutte le città finaliste in modo da far vivere questi progetti a lungo”, ha dichiarato Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura italiana.

La scelta de L’Aquila, a quindici anni dal terribile terremoto del 2009 che sconvolse la vita di centinai di famiglie abruzzesi, assume oggi un significato simbolico, permettendo alla città abruzzese di ritornare al centro della scena culturale del nostro Bel Paese. “Essere capitale italiana della cultura non è un risarcimento, ma rappresenta un elemento attorno a cui ricostruire il tessuto sociale della nostra comunità” ha dichiarato il sindaco della città Pierluigi Biondi.

Alla conclusione della procedura di selezione, la giuria, presieduta da Davide Maria Desario, ha espresso apprezzamenti positivi per diversi aspetti del progetto proposto da L’Aquila: “il progetto ci ha convinto per la sua qualità, ma anche per aspetti come il budget, la capacità di includere per tutto l’anno i territori e per il coinvolgimento dei giovani – ha spiegato Davide Maria Desario, presidente della giuria. […] Il dossier propone un modello di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, artistico e naturale. Mira al recupero dell’identità, puntando sulla cultura intesa come volano per la crescita e come elemento fondante di una comunità. Il progetto coinvolge un numero rilevante di realtà, creando un forte collante con i territori circostanti. Il budget previsto è coerente con gli obiettivi. La strategia di spesa indicata è destinata ad avere un importante effetto moltiplicatore. Il palinsesto degli eventi e delle iniziative si sviluppa per l’intero anno e copre tutto il panorama dell’espressione artistica e culturale: cinema, teatro, musica, arti visive. Apprezzata l’attenzione ai giovani che non saranno solo fruitori ma attori. Il progetto adempie agli indicatori del bando, con una buona integrazione tra pubblico e privato. Molto apprezzata la centralità e il coinvolgimento del sistema museale, bibliotecario e universitario. Il giudizio è eccellente”.

Pur unendosi al coro di congratulazioni per L’Aquila designata come Capitale della Cultura 2026, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, parlando con i giornalisti, ha espresso una sorta di malinconia nel dover premiare una sola città. “Ho provato quasi un dispiacere fisico a dover premiare una città sola, comunque L’Aquila è una città ricca di storia e d’identità e merita certamente di essere capitale della cultura. Avrei voluto dare questo riconoscimento a tutte le città che erano candidate, questo purtroppo non era possibile. Adesso studieremo un modo per coinvolgerle in questo momento” ha dichiarato.

Video courtesy MiC Ministero della Cultura.

Ecco i progetti presentati dalle altre 9 città finaliste:

1. Agnone (Isernia): “Agnone 2026: Fuoco, dentro. Margine al centro”

2. Alba (Cuneo): “Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia”

3. Gaeta (Latina): “Blu, il Clima della Cultura”

4. Latina: “Latina bonum facere”

5. Lucera (Foggia): “Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture”

6. Maratea (Potenza): “Maratea 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario”

7. Rimini: “Vieni oltre. Il futuro qui e ora”

8. Treviso: “I Sensi della Cultura”

9. Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena): “Valdichiana 2026, seme d’Italia”

2014-2024: Dieci anni di Capitale italiana della Cultura

Istituito dieci anni fa, il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura ha coinvolto finora ben quattordici città. Le prime beneficiarie congiunte del titolo furono Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015, a cui seguirono Mantova, Pistoia, Palermo, Parma nel biennio 2020-2021, Procida e il binomio Bergamo-Brescia lo scorso anno. Ora, mentre a Pesaro è in pieno svolgimento il ricco programma di eventi organizzati dalla città marchigiana, capitale per l’anno in corso, e Agrigento definisce gli ultimi dettagli per raccogliere il testimone nel 2025, il capoluogo dell’Abruzzo si mette al lavoro per essere pronto ad accogliere e valorizzare al meglio il titolo in vista del suo momento, nel 2026.



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