Uno dei primi capolavori dell’esuberante Gino Coppedè, Castello Mackenzie è sede della Casa d’Aste Cambi dal 2004. Scopriamo di più su questa incredibile opera architettonica, nata dalla scommessa di ricreare un angolo di Toscana nel pieno centro del capoluogo ligure
Il castello Mackenzie venne costruito tra il 1893 ed il 1905 dal giovane ed allora sconosciuto architetto fiorentino Gino Coppedè (Firenze, 1866 – Roma, 1927) su commissione dell’assicuratore di origine scozzese, ma fiorentino di adozione, Evan Mackenzie (Firenze, 1852 – Genova, 1935), prima agente dei Lloyd’s di Londra, e quindi, nel 1898, fondatore della compagnia assicurativa Alleanza Assicurazioni.
Il sogno di Mackenzie
Mackenzie era innamorato di Firenze, sua terra natale, e ne amava soprattutto l’opera medievale e rinascimentale. Quando incontrò Coppedè, giovane preparato e profondo conoscitore dell’arte fiorentina, gli sembrò l’architetto ideale per il suo progetto. All’epoca Coppedè aveva poco più di 27 anni.
L’aspetto esterno
Malgrado l’aspetto rinascimentale, le tecniche adottate nella costruzione dell’opera sono da considerarsi all’avanguardia per il periodo in cui fu costruito. L’edificio venne infatti dotato di riscaldamento centrale, acqua calda e fredda in tutti i bagni, di una piscina coperta riscaldata con annessa sauna, nonché di un ascensore capace di trasportare sino a venticinque persone. Durante la costruzione si fece largo uso del ferro, sia come materiale decorativo che di rinforzo. Purtroppo l’uso indiscriminato di questo materiale causò seri problemi, a causa della ruggine sviluppatasi nel corso degli anni.
Edificato su di una villa pre-esistente, i cui resti sono ancora visibili nel perimetro murario, sulla struttura originaria Coppedè aggiunse putrelle e laterizi, arenaria di La Spezia, torri, edicole, scale aggettanti e merlature… una vertigine di continue citazioni al rinascimento toscano e alle ceramiche alla maniera dei Della Robbia.
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