fbpx
Dark Light

Dal guerriero di Basquiat, al Game Changer di Banksy, alle muse di Picasso: tutti i top lot della 20th Century Art Evening Sale di Christie’s

Christie’s lo aveva preannunciato: la 20th Century Art Evening Sale, in calendario il 23 marzo 2021, sarebbe stata un successo. E così è stato. Contro ogni previsione, e nonostante le difficoltà legate alla pandemia, la casa d’aste londinese non sembra registrare battute d’arresto, e colleziona un record dopo l’altro con una serie di opere dei capisaldi dell’arte contemporanea. Vediamo chi sono i protagonisti di questa importante sessione d’asta e quanto hanno realizzato le opere più rilevanti nella giornata appena trascorsa.

Partiamo dall’asta We Are All Warriors – The Basquiat Auction, la più attesa del mese di marzo. Un unico lotto, un’opera dallo straordinario valore artistico-culturale: stiamo parlando di “Warrior”, il dipinto realizzato da Jean-Michel Basquiat nel 1982, all’apice della sua carriera. Stimato tra i 25,5 e i 34 milioni di euro, il capolavoro di Basquiat è stato battuto ieri, durante l’Evening Sale in livestreaming di Christie’s a Hong Kong, alla cifra record di 35 milioni di euro, diventando ufficialmente l’opera occidentale più costosa mai venduta in Asia. Il dipinto era stato proposto in asta da Christie’s da un collezionista americano, che lo aveva acquistato nel 2012 da Sotheby’s Londra per la cifra di 8,7 milioni di dollari.

Christie’s aveva messo le cose in chiaro fin dal principio, il guerriero di Basquiat avrebbe spodestato il primato di Gerhard Richter di 29 milioni di dollari – ottenuto con la vendita di “Abstraktes Bild (649-2)”, da Sotheby’s Hong Kong nel 2020 -, per diventare l’opera occidentale più preziosa mai offerta in oriente. La previsione si è avverata, Richter passa il testimone a Basquiat, a dimostrazione di quanto l’interesse nei confronti dell’arte del pittore statunitense sia ancora alto per le generazioni che gli sono susseguite.

“Warrior”, Jean-Michel Basquiat (1982). Courtesy Christie’s

“Warrior” è una delle opere più emblematiche dell’arte di Basquiat, dal forte impatto visivo. Dipinto con pittura ad olio, acrilico e vernice spray su un pannello di legno, il capolavoro di Basquiat raffigura un potente guerriero a figura intera, che brandisce una spada d’argento, pronto, come sempre, a colpire. Ma il combattente è un ammasso di ossa, un gigante fragile che galleggia solitario su chiazze di colori astratti. I suoi occhi, uno rosso, l’altro arancione, penetrano lo sguardo dello spettatore, in una maniera quasi ipnotica.

Il guerriero di Christie’s è un manifesto contro la disuguaglianza sociale e l’assenza di una rappresentanza nera nel mondo dell’arte. “Basquiat era un conoscitore entusiasta della storia dell’arte […] e si immerse completamente nel canone dell’arte occidentale attraverso le sue visite ai musei di New York. Ma con un padre haitiano e una madre portoricana, era anche consapevole che quei volti, che lo fissavano dalle pareti, non assomigliassero al suo. Con la rara eccezione di dipinti come il Saint Maurice di Lucas Cranach il Vecchio […] quasi tutte le figure eroiche che incontrava nei musei erano bianche, il che lo portò a sviluppare un proprio canone di eroi neri per riempire questo vuoto”, dichiarano da Christie’s.

“Warrior” può essere definita dunque un’opera autobiografica. Il guerriero di Basquiat appartiene a una serie di dipinti realizzati tra il 1981 e il 1982, definiti dal pittore stesso i suoi “lavori migliori”.

Spostandoci in occidente, tra i nomi che hanno padroneggiato le sale di Christie’s London, durante la 20th Century Art Evening Sale, risuona a gran voce il nome di Banksy. L’oggetto del contenzioso? Il dipinto “Game Changer”, l’opera dedicata agli eroi della sanità inglese, con cui il misterioso artista di Bristol stabilisce un nuovo record d’asta, tra l’altro nel giorno del primo anniversario del lockdown in Gran Bretagna: 19,4 milioni di euro (premio d’asta incluso), dieci volte la cifra stimata inizialmente da Christie’s London per la vendita della tela (di 2,5 milioni). Il precedente record risaliva all’opera “Devolved Parliament”, battuta nel 2019 da Sotheby’s London per 11 milioni di euro.

“Game Changer”, Banksy (2020). Courtesy Christie’s

La lunga competizione per aggiudicarsi il dipinto di Banksy è stata tra due collezionisti, uno in collegamento online dalle British Virgin Island, l’altro gestito dalla sales room di Londra, che ha consegnato l’offerta vincente. I due contendenti si sono sfidati a colpi di rialzo di 100.000 sterline.

Si tratta di un’opera dall’importante valore storico-sociale: donata da Banksy all’University Hospital Southampton di Londra nel maggio 2020, durante la prima ondata della pandemia di Covid-19, il dipinto è divenuto nel tempo simbolo dell’impegno del personale sanitario durante l’emergenza sanitaria, raffigurati in questo olio come i nuovi eroi dell’ ”epoca pandemica”. “Game Center” ritrae un bambino in ginocchio intento a giocare con una bambola raffigurante un’infermiera, con tanto di mascherina e uniforme della Croce Rossa, preferendola a Batman e Spiderman, gettati invece in un cesto posto di fianco.

L’intero ricavato sarà completamente devoluto al National Health Service, per sostenere il sistema sanitario pubblico britannico. “Game Changer” è un tributo universale verso tutti coloro che combattono in prima linea contro questa emergenza”, hanno tenuto a precisare da Christie’s. “In un momento in cui possiamo di nuovo osare di immaginare un futuro oltre la pandemia, è importante riflettere sui tanti simboli di forza e speranza che ci sono stati dall’inizio del 2020. Il lavoro rende omaggio allo staff del sistema sanitario nazionale, i veri eroi della nazione. Allo stesso tempo, il bambino raffigurato vuole sottolineare l’altro lato di questa pandemia, ovvero l’importanza della famiglia, degli amici e delle persone più care”.

La tela di Bansky, assieme al guerriero di Basquiat, faceva parte del gruppo dei primi dieci lotti della 20th Century Art Evening Sale di Christie’s, sui quali si sono concentrati la maggior parte delle attenzioni. Tuttavia, anche le altre vendite nel complesso si sono concluse positivamente. Hanno riscontrato particolarmente successo le muse di Picasso: “Femme nue couchée au collier (Marie-Thérèse)“, la tela datata 1932, raffigurante la giovane amante del pittore spagnolo (Marie-Thérèse Walter) nella sua iconica posa reclinata e con corona di capelli biondi, era stata stimata da Christie’s tra i 7 e 12 milioni di euro, per poi essere venduta dalla casa d’aste londinese per la cifra di 12,5 milioni di euro.

“Femme nue couchée au collier (Marie-Thérèse)”, Picasso (1932). Courtesy Christie’s

Mentre “Femme assise dans un fauteuil noir (Jacqueline)”, dipinta da Picasso nel 1962, a distanza di ben trent’anni dalla prima musa, stimata inizialmente 5 – 7 milioni di euro,  ha realizzato durante l’asta serale di Christie’s London ben 8 milioni. Il soggetto del dipinto ad olio è la seconda moglie di Picasso, Jacqueline, immediatamente riconoscibile dai penetranti occhi a mandorla e dalla chioma folta e scura, è ritratta con il suo classico profilo seduta su una poltrona simile a un trono, con le mani appoggiate sui braccioli e uno sguardo vigile e autorevole, dimostrando lo stato di remissione dell’artista rispetto alla moglie. Le aspettative per i due ritratti erano piuttosto alte.

“La carriera di Picasso è spesso definita da quelle donne che hanno plasmato in modo così potente la sua produzione artistica, dai suoi sentimenti per le sue modelle che accendono la tela, impregnando la composizione con espressioni d’amore e affetto che provava per loro” hanno spiegato dalla maison di François Pinault, “i due dipinti riassumono dunque l’iconografia che definisce queste due grandi muse”.

Tra i protagonisti della 20th Century Art Evening Sale, ci sono anche un’opera su carta di Jean Fautrier e una tela dipinta ad olio di Amedeo Modigliani. Il primo, noto al grande pubblico per i suoi dipinti ispirati alla brutalità e alla sofferenza, ha fatto sentire anche in questa sessione d’asta la sua voce con un’opera dal grande potere evocativo. Si tratta di “Pièges (Traps)“, un dipinto realizzato dall’artista francese nel 1946, al culmine della Seconda Guerra Mondiale, battuto nella serata di ieri da Christie’s per la cifra straordinaria di 3,9 milioni, triplicando la stima massima prevista.

“Pièges (Traps)”, Jean Fautrier (1946). Courtesy Christie’s

Invece, il dipinto di Modigliani che ha spodestato la 20th Century Art Evening Sale è un ritratto di un giovane fotografo datato 1916, intitolato “Portrait du photographe Dilewski“. Partita da una base d’asta di 1,8 milioni, l’opera del pittore livornese è stata aggiudicata per un prezzo totale di 3,8 milioni di euro (con le spese di commissione), il doppio della cifra di partenza.

Dettaglio “Portrait du photographe Dilewski”, Amedeo Modigliani (1916), Courtesy Christie’s
Immagine in anteprima
Warrior, Jean-Michel Basquiat (1982) 
Courtesy Christie’s
We Are All Warriors – The Basquiat Auction Christie’s Casa d’Aste, 23 marzo 2021
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *





Iscriviti alla Newsletter Artness
ISCRIVITI




Related Posts