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La 26° edizione della rassegna di arte contemporanea Torano Notte e Giorno si ispirerà al racconto di fantasia di Roald Dahl e al celebre riadattamento del 2005 di Tim Burton della “Fabbrica di Cioccolato”. Una storia sulla morale, allegorie sui vizi e la dipendenza, canto dei lavoratori e un mondo coloratissimo.

Dopo l’epopea di Pinocchio di Carlo Collodi, si alza il sipario di Torano Notte e Giorno, svelando il tema dell’edizione 2024 della kermesse. La 26° edizione della rassegna di arte contemporanea carrarina, patrocinata dal Comitato Pro Torano, in programma dal 25 luglio al 13 agosto, si presenta come una fusione tra la letteratura classica e il cinema epico.

Le creazioni degli artisti partecipanti al concorso e gli allestimenti realizzati dagli abitanti del luogo si ispireranno alla narrativa fantastica di Roald Dahl e al celebre riadattamento del 2005 di Tim Burton della “Fabbrica di Cioccolato”, per dare vita a un’esperienza artistica senza precedenti.

“Negli anni, tutti gli abitanti hanno partecipato nell’allestire gli spazi comuni. Si sono amalgamati con l’arte e gli artisti che vengono ad esporre – ha spiegato Emma Castè, direttrice artistica della rassegna – Ed è con questa pellicola che continuiamo a proporre una pluralità di stimoli, di riflessioni che portano a mettere in discussione la realtà e a guardare con occhio critico ciò che la circonda, imparando ed andare oltre la superficie. Una storia sottile e contorta sulla morale, dove si nascondono allegorie che analizzano i vizi e la dipendenza, contornata dal canto di lavoratori che amano ciò che realizzano vivendo in un mondo coloratissimo. Questo è uno dei motivi che ha condotto alla scelta del titolo e del tema di questa 26° edizione, ispirandoci al film ’La Fabbrica di cioccolato’, tratto dal libro di Dahl e diretto dal regista Tim Burton, sicuramente – conclude Castè – uno dei pilastri della cinematografia pop culturale degli anni Duemila”.

Quest’anno, il palcoscenico di Torano Notte e Giorno vedrà una inedita collaborazione tutta al femminile. Sono la scultrice russa Marianna Blier e la fotografa ed artista multimediale Paolo Cassola le due artiste selezionate dal Comitato Pro Torano che durante la prossima edizione della kermesse d’arte diffusa, lavoreranno fianco a fianco nel borgo dei cavatori per dare vita ad un nuovo progetto artistico che diventerà patrimonio del Parco della Scultura Toranese.

La rassegna, che attinge anche quest’anno dal mondo del cinema, si ispira al racconto di fantasia di Roald Dahl e al celebre riadattamento del 2005 di Tim Burton della “Fabbrica di Cioccolato”. Tutti gli artisti partecipanti (le candidature scadono il 30 maggio 2024) dovranno infatti realizzare opere ed installazioni che rimandino, direttamente o indirettamente, al film o alla sua versione narrativa.

Marianna Blier e Paola Cassola, Torano

“Sono due artiste sconosciute tra di loro, all’apparenza diverse e lontane nel modo di forgiare la loro Arte. – spiega Emma Castè, direttore artistico di Torano Notte e Giorno – La mia scelta è ricaduta su di loro perché conoscendole ho percepito molte affinità che possono intrecciarsi e realizzare qualcosa di unico. Infatti dal primo appuntamento per farle conoscere è scattata una sinergia immediata che ha dato vita alla progettazione. Due artiste che hanno scelto il nord della Toscana, Carrara e Pietrasanta, come base per la loro Arte, dopo anni vissuti all’estero ed essere diventate cittadine del mondo. Un arte che esce dalle loro viscere in maniera prorompente, donando a chi la vede realtà̀ schiette e forti, senza veli ne preamboli.”

Marianna Blier è una meravigliosa scultrice del marmo che ha trovato a Carrara la sua seconda casa artistica nonostante dal 2007 viva a Vienna. Il suo sguardo è rivolto all’antichità classica, all’Italia rinascimentale e alle culture indigene: fonti creative di nuove interpretazioni di queste sculture, pietre e storie. E la sua ricerca la porta in cattedrali, eventi e musei in tutta Europa e oltre. Ma sono le montagne e il mare di Carrara e del nord della Toscana la sua vera ispirazione. Nei rari momenti in cui non è immersa nel suo studio, cammina nella natura, dalle Alpi Apuane alla costa mediterranea. Le sculture di Marianna riguardano ciò̀ che carne e marmo hanno in comune, miti antichi che continuano ad essere molto rilevanti nelle conversazioni sociali e sociali contemporanee, così come allegorie della creazione e cosa significa essere un artista e ricercare la bellezza nel mondo di oggi.

Molto diverso il percorso di Paola Cassola, milanese, che ha iniziato la sua carriera come giornalista e fotoreporter lavorando per Vogue e altre riviste di informazione internazionali in tutto il mondo. Nel 2003 ha tenuto la sua prima mostra fotografica riconosciuta a livello internazionale presso le Nazioni Unite a Ginevra, in Svizzera. Nel 2007 è diventata la prima artista a viaggiare da Londra a Ulanbataar (Mongolia), in 30 giorni, a bordo di un’auto d’epoca Fiat 500. I suoi numerosi incarichi l’hanno portata a compiere lunghi viaggi e fare molte esperienze. I suoi primi anni furono dedicati all’esplorazione della danza fino a quando, nel 2004, un incidente ha causato al suo corpo una mobilità estremamente limitata. Cassola ha visto questa nuova forma d’arte sia come un’esperienza catartica che spirituale e come un’esperienza che l’ha aiutata a comprendere appieno la propria identità corporea. Nel 2012 ha intrapreso una serie di performance in cui ha utilizzato la fotografia per documentare la sua vulnerabilità̀ ed esaminare identità e intimità Il suo lavoro mira a interrogarsi su come la forma fisica possa muoversi attraverso lo spazio e il tempo sia come entità̀ unica che in tandem coreografico con altre. Attualmente il suo laboratorio si trova a Pietrasanta.



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