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Come reagireste se scopriste di avere in casa un’opera di Van Dyck? È quello che è successo a Christopher Wright, uno storico dell’arte inglese esperto in dipinti antichi, che ha conservato per anni (o quantomeno è quanto viene ipotizzato) nel suo salotto un quadro del noto pittore fiammingo senza saperlo. L’opera è un ritratto di Isabella Clara Eugenia, infanta di Spagna, arciduchessa d’Austria e principessa sovrana dei Paesi Bassi spagnoli, nonché una delle donne più potenti d’Europa tra il XVI e il XVII secolo.

Lo storico d’arte acquistò il dipinto da un mercante britannico nel 1970 per un ammontare di sole 70 sterline, in quanto copia di Van Dyck. Per sua fortuna possiamo dire oggi. Eppure la domanda sorge spontanea: com’è stato possibile che un esperto di chiara fama non se ne sia mai reso conto prima? «In quanto storico dell’arte lo stavo acquistando come copia. E stranamente non mi ero accorto di niente. Come dice il proverbio, i figli del calzolaio sono i peggiori calzati. E così la collezione dello storico dell’arte è quella meno vista», ha risposto secco Wright al quotidiano The Guardian.

Ad accorgersi della possibile paternità sarà infatti un caro amico di Christopher Wright, Colin Harrison, curatore d’arte europea all’Ashmolean Museum di Oxford, che, a conclusione di un’ispezione approfondita, ha potuto elargire la sua sentenza: secondo Harrison, il dettaglio rivelatore sarebbero le mani della gentildonna raffigurata.

Ritratto di Isabella Clara Eugenia attribuito a Van Dyck, appartenente allo storico d’arte Christopher Wright

L’opera, per Wright, potrebbe valere circa 40mila sterline, una cifra tuttavia irrisoria considerando che alcuni dipinti di Van Dyck paragonabili a questo abbiano raggiunto anche somme decisamente più alte – come nel caso della coppia di ritratti di Jacob de Witte e di Maria, che è stata battuta lo scorso dicembre 2021 per 8.2 milioni di sterline da Sotheby’s Londra).

Il ritratto di Isabella Clara Eugenia fu realizzato da Antoon van Dyck tra il 1628 e il 1632, nel periodo in cui era attivo come ritrattista dell’aristocrazia inglese e spagnola. Furono realizzate svariate copie di quello stesso soggetto da parte di diversi autori, in cui la sovrana veniva immortalata in austere vesti monacali. Come ci testimonia la storia della corona spagnola, quando venne a mancare il marito Alberto d’Austria, nel 1621, Isabella abdicò per unirsi all’ordine delle Suore di Santa Chiara, abbandonando per sempre ogni tipo di ricchezza e di privilegio.

Oggi l’opera si trova esposta nella collezione del Cannon Hall Museum, tra i villaggi di Cawthorne e High Hoyland.

Per scoprire se si tratta davvero di un originale Van Dyck non ci resta che aspettare ulteriori sviluppi. Come riporta il rapporto del Courtauld Institute of Art di Londra, che si occupò del restauro e della prima analisi del dipinto, data la verosimiglianza stilistica con le altre opere, ci sono buone probabilità che sia stato realizzato nella bottega del pittore fiammingo o, quantomeno, sotto la sua direzione; ma che si tratti della mano di Van Dyck è un fatto ancora da dimostrare.

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Autoritratto di Sir Anthony Van Dyck custodito al National Portrait Gallery di Londra
Ph. Courtesy Guardian

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