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Galleria Giorgio Persano, al via alla personale di Michael Biberstein: un viaggio onirico nel cuore dell’immaginario dell’artista svizzero, alla ricerca di una nuova dimensione interiore

Dopo il successo della mostra del 2015, Giorgio Persano presenta al Palazzo Scaglia di Verrua di Torino una nuova personale di Michael Biberstein. L’appuntamento è mercoledì per 2 marzo.

Le grandi opere esposte ci immergono in un’atmosfera sospesa, lasciandoci intravedere orizzonti che a stento riconosciamo, in un sovrapporsi di nuvole e profili di montagne, ottenuti attraverso ripetuti strati di acrilico molto diluito, o spray, su lino. La texture delle tele è così impalpabile e al tempo stesso capace di intensi cromatismi, con masse di nubi che sembrano caricarsi per poi aprirsi in inaspettate schiarite.

Se dal punto di vista estetico paiono immediatamente chiari i riferimenti alle luminose volte tardobarocche del Tiepolo (fu proprio la visione dell’affresco del maestro veneziano a Würzburg a ispirare all’artista il progetto del soffitto a volta della Chiesa di Santa Isabel di Lisbona), come attenta è la conoscenza dei paesaggi “mentali” di Lorrain, Turner e Constable, i cieli di Biberstein rivelano inoltre interessanti analogie con la pittura orientale.

Spostando l’attenzione sul processo pittorico, l’atto del dipingere diviene una sorta di pratica spirituale, la cui meta è tutta interiore, sia per l’artista sia per lo spettatore.

“Come ci troviamo sulla cima di una montagna e osserviamo un paesaggio sublime, l’occhio vaga sul paesaggio, lo sguardo totalmente rilassato, mai fissato a lungo su un singolo punto, la periferia del campo visivo tanto presente quanto il centro. E così, per un momento, il sé e tutto ciò che lo circonda si assorbono, coincidono” .

Per l’artista il paesaggio è dunque un pretesto, un’invenzione della mente, e lasciare intravedere appigli di realtà conosciuta significa accompagnare chi guarda in una lenta esperienza immersiva. Ed è in questa dimensione di indagine psicologica, fenomenologica ed emotiva, che si esprime l’unicità e la contemporaneità di Biberstein.

Michael Biberstein nasce a Solothurn, in Svizzera, nel 1948. Nel 1964 si trasferisce negli Stati Uniti. Al Swarthmore College di Philadelphia incontra David Sylvester sotto la cui guida studia Storia dell’Arte. Dopo aver vissuto tra gli Stati Uniti e la Svizzera, nel 1979 si trasferisce in Portogallo, dove trascorrerà la maggior parte dei suoi anni, sino alla morte improvvisa, sopraggiunta nel 2013.

Pittore autodidatta, dagli anni Settanta le sue opere vengono esposte in tutto il mondo e sono presenti nelle collezioni di arte contemporanea di musei e fondazioni, tra i quali: il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, il Whitney Museum of American Art di New York, il Calouste Gulbenkian Foundation Centre for Contemporary Art di Lisbona, la Serralves Foundation di Oporto, il Museu Coleção Berardo di Lisbona. Nel 2018 è stata presentata al Culturgest, Fundação Caixa Geral de Depósitos di Lisbona un’importante retrospettiva dell’artista: Michael Biberstein: X, a cura di Delfim Sardo. Nel 2020 il restauro della Chiesa di Santa Isabel a Lisbona ha vinto il Premio Maria Tereza e Vasco Vilalva.

Michael Biberstein
Giorgio Persano | Torino 2 marzo – 25 maggio 2022
Via Via Stampatori 4
011 4378178 | 011 835527
info@giorgiopersano.org

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